Lo studio - Il Pianoforte e la Didattica

ANTONIETTA CAPPELLI
DIDATTICA PIANISTICA E MUSICALE
Il Pianoforte e la Didattica
Vai ai contenuti

Lo studio è un brano dedicato ad uno oppure più tipologie di tecniche. La forma di questi brani può variare e a seconda del livello pianistico, varia anche la difficoltà. Solitamente questo genere è scritto per strumento solista. Molto carini sono i seguenti studi per pianoforte a 4 mani (per la didattica di base): i 40 studietti melodici di A. Dibelli, quelli C. Reinecke (scritti in forma di sonatine), più evoluti gli studi di Bertini.
La tecnica pianistica è nata con lo strumento e pertanto quella che l'ha preceduta è stata la tecnica clavicembalistica. Se consideriamo che i primi esemplari di pianoforti risalgono ai primi decenni del 1700, mi prendo la responsabilità di dire che la prima grande scuola dedicata allo strumento è stata quella di Muzio Clementi. Quest'ultimo ha scritto studi per tutti i livelli. Da non trascurare il libro di "Preludi ed esercizi" in tutte le tonalità (per la tecnica delle scale) per poi approdare ai capolavori contenuti nel "Gradus d Parnassum". Clementi è stato un grande cultore e ricercatore delle forme musicali e sfogliando i due volumi si trovano studi per tutti i gusti, un vero capolavoro e abecedario di tecnica avanzata.
Clementi esplorò appieno il mondo pianistico, a Londra, fondò anche una fabbrica di pianoforti. Nelle sue composizioni si esplorano i contrasti dinamici, le variazioni timbriche e l'uso dei pedali. La differenza dai clavicembalisti-compositori coevi fu che se costoro intuirono le possibilità del fortepiano, Clementi comprese la diversità della tecnica da applicare perchè la meccanica era differente. Il Maestro abbandonò l'uso eccessivo di abbellimenti, ad eccezione del trillo (di cui ne fa largo uso), arricchì il linguaggio con doppie terze, doppie seste, ottave e passaggi di bravura. L'ambito dei brani si estese sempre più e si aprì la strada al virtuosismo. Grandi pianisti e didatti contribuirono a diffondere e ampliare il metodo di Clementi (Bertini, Cramer, Czerny...) fino ad arrivare alla tecnica virtuosistica di Chopin, Listz, la scuola russa...

"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
Torna ai contenuti