L'origine della Sonata - Il Pianoforte e la Didattica

ANTONIETTA CAPPELLI
DIDATTICA PIANISTICA E MUSICALE
Il Pianoforte e la Didattica
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Con il termine "sonata", nel Barocco, si indicò una composizione che doveva essere suonata e non cantata.
Agli inizi si delinearono 2 tipi di Sonata:
1. La Sonata da camera (simile alla Suite. Era composta da una serie di danze)
2. La Sonata da chiesa (brani da eseguire in chiesa a cui non si davano dei titoli con parole e aggettivi che indicavano le velocità di esecuzione: allegro, adagio, andante, presto, vivace...).
Dalla sonata da chiesa è derivata la sonata moderna. Per lo sviluppo di questa forma musicale è stato determinante Domenico Scarlatti. Nato a Napoli nel 1685, figlio di Alessandro Scarlatti, abile clavicembalista e compositore che operò in Spagna per i reali. Ha scritto più di 500 sonate per clavicembalo. Molte di queste sonate hanno struttura monotematica e bipartita. Si tratta di composizioni brevi, dalle melodie orecchiabili e ritmi brillanti. Le sonate erano degli esercizi composti per le sue lezioni a Maria Barbara, la principessa spagnola. Aalcune presentano carattere di danza, altre sono più lente e meditative, altre ancora sono scritte in stile fugato o sono delle vere e proprie fughe. In alcune di queste sonate si manifestano intuizioni che troveranno realizzazione nelle sonate dei periodi successivi: la presenza di un secondo tema e di una struttura tripartita.
Nel Classicismo si arriva così alla "Sonata": composizione piuttosto complessa, per pianoforte o per altro strumento solista accompagnato dal pianoforte, composta da 3/4 brani, chiamati “tempi” oppure “movimenti”. J. Haydn, W. A. Mozart, M. Clementi, L.v. Beethoven, Schubert ed altri si dedicano molto a questo genere e ne determinano la forma.
Il primo tempo ha andamento Allegro ed è bitematico e tripartito. I due temi hanno caratteri diversi e anche costruiti su tonalità differenti: il secondo è costruito nel tono della dominante rispetto al primo, oppure nel relativo maggiore se il primo è in una tonalità minore. I due temi sono legati dal Ponte modulante, cioè un episodio collante. Al secondo tema segue la “codetta”, breve episodio conclusivo. La forma è tripartita: esposizione, sviluppo, ripresa.
Il secondo tempo è di solito un: adagio, andante oppure largo. Ha carattere melodico e cantabile e pertanto richiede una ricerca del tocco ed espressività. La struttura prevalente è quella della "Canzone", vale a dire A-B-A+coda. A volte il secondo tempo può presentarsi anche sottoforma di Tema e variazioni oppure di Pastorale o altre forme.
Il terzo movimento  può presentaarsi come Minuetto (oppure più tardi Scherzo, con Beethoven), è in tempo ternario (3/4 ad esempio) ed è a sua volta strutturato in 3 episodi: Minuetto – Trio – da capo il Minuetto. Se le sonate sono formate solo da 3 tempi, spesso è proprio il minuetto la parte mancante.
Il quarto movimento ha andamento brioso e vivace, spesso virtuosistico. Solitamente presenta la struttura del Rondò: A-B-A-C-A+coda.
L.v.Beethoven modifica la struttura del Rondò: A-B-A-C-A-B-A+coda, detta anche “Rondò-sonata” poiché presenta tratti comuni sia al Rondò, sia al primo movimento della Sonata.
D. Scarlatti - Sonata k.30 (fuga)
"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
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