La comédie-ballet - Il Pianoforte e la Didattica

ANTONIETTA CAPPELLI
DIDATTICA PIANISTICA E MUSICALE
Il Pianoforte e la Didattica
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La comédie-ballet nasce in Francia nella seconda meta del ‘500. Appartengono a questo genere le commedie teatrali rappresentate con intermezzi musicali e balletti integrati alla recitazione.
Uno dei primi lavori è il Ballet comique de la reyne (1581). Seguirono molti altri esempi di queto genere musicale, soprattutto durante il regno di Luigi XIV (lui stesso fu abile ballerino). Questo sovrano contribuì enormemente allo sviluppo della danza classica ed ebbe la fortuna di lavorare con Jean-Baptiste Lully (musicista), Pierre Beauchamps (coreografo) e Molière (scrittore e letterato).
Uno dei lavori meglio riuscito e che riscosse favori del pubblico sin da subito è rappresentato dal "Borghese gentiluomo".


Autore dell'opera: Molière.
Autore delle musiche: Jean-Baptiste Lully.
Coreograafo: Pierre Beauchamps.
Titolo originale Le Bourgeois gentilhomme.
Lingua originale:Francese.
Genere: Comédie-ballet.
Ambientazione: Francia, nell'arco di un giorno.
Prima assoluta il 14 ottobre 1670 nel Castello di Chambord.


In questa commedia, Molière criticava Luigi XIV (visto come buffone di corte). Il borghese gentiluomo risulta la parodia della corte del Re. Lo scrittore si scaglia contro i matrimoni combinati che tengo conto solo del ceto sociale e della dote che i consorti accumulavano.
Si racconta di un ricco borghese, il signor Jourdain,  che sogna di diventare nobile e si fa abbindolare da adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. A corte si circonda dal maestro di musica, di ballo, di scherma e di filosofia. Ognuno di questi maestri predicano la loro arte e la vendono come l'unica strada per diventare un gentiluomo e scroccano denaro all'ingenuo Jourdain. La moglie di Jourdain è pratica e razionale e cerca di aprir gli occhi al marito. Alla coppia dei Jourdain si aggiunge quella di due servitori: Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello. Nasce una farsa, chiassosa e frizzante, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello si presenta a Jourdain (dice di essere un turco) e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di sangue reale, è qui per sposare Lucilla. Jourdain scopre che il ragazzo non ha un titolo nobiliare e si rifiuta di dare in sposa la figlia. Lucilla è innamorata del giovane e di fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di darla in sposa , tutti d’accordo gli giocano la beffa finale. Lucilla riuscirà a sposare il figlio del Gran Turco e Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Molière.

"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
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