Notturno - Il Pianoforte e la Didattica

ANTONIETTA CAPPELLI
DIDATTICA PIANISTICA E MUSICALE
Il Pianoforte e la Didattica
Vai ai contenuti
Giuseppe Martucci (Capua, 6 gennaio 1856 – Napoli, 1 giugno 1909) è stato un compositore, pianista e direttore d'orchestra italiano.
Bambino prodigio che a soli 8 anni si esibiva in concerto come pianista, compì i suoi studi al conservatorio di Napoli sotto la guida del grande Beniamino Cesi e Paolo Serrao per la composizione.
Nel 1880 fu docente al Conservatorio di Napoli e nel1886 fu nominato direttore del Conservatorio di Bologna. Tra i suoi allievi si ricorda Ottorino Respighi per la composizione e Giovanni Anfossi (maestro di Arturo Benedetti Michelangeli) per il pianoforte.
La sua musica, in un'Italia presa dal Melodramma, sembra una perla rara. Si dedica principalmente alla composizione di brani per pianoforte e orchestra. Nella sua musica si avverte un gusto tipicamente tardo romantico; sonorità che richiamano quelle di Wagner, Brahms, Listz e Mahler.

Il Notturno op.70 in SOLb è un brano originariamente scritto per pianoforte e successivamente orchestrato. Il grande Arturo Toscanini amava molto i brani del Martucci che inseriva all'interno dei suoi concerti.
Il brano in questione è molto enigmatico. Un tema principale che compare all'inizio del brano e che si ripete più volte è accompagnato da un ritmo sincopato e da temini che compaiono qua e là quasi a sottolineare delle vicende surreali. Suonando il brano si ha l'impressione di entrare in un tunnel temporale, come se ci si stesse imbattendo in qualcosa di trascendente, surreale. Il clima che creano queste sonorità soffuse e continue: scrittura polifonica con le voci che susseguono e si alternano. Elementi di sorpresa che sanno di impressionismo e ricerca sonora continua. Sembra quasi una colonna sonora.
"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
Torna ai contenuti