Il Concerto e le cadenze per pianoforte - Didattica Pianistica ed Educazione al Suono

Cappelli Antonietta
Il Pianoforte
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Il Concerto e le cadenze per pianoforte

Didattica > Forme musicali

Per cadenza, solitamente, si intende la risoluzione di un passaggio melodico-armonico che chiude una sezione oppure chiude del tutto un brano musicale.
In questa pagina vorrei soffermarmi sui passaggi virtuosistici di carattere concertante che i solisti suonano verso la conclusione di un brano musicale. Questi momenti di bravura sono: a volte composti dall'autore oppure lasciati a "libera improvvisazione" del solista.

I concerti (opere costituiti solitamente da 3 movimenti: Allegro- Adagio o Andante- Allegro) sono tanti, ma ce ne sono alcuni più amati di altri. Un esempio è dato dal KV466 di W. A. Mozart. Nel Classicismo non c'era l'usanza di scrivere le cadenze, lo stesso Mozart non le scrive, fatta eccezione del concerto KV488.
I concerti viennesi sono molto carichi emotivamente; il concerto KV66 sembra preannunciare il linguaggio beethoveniano e poi quello dei romantici e non a caso fu uno dei più eseguiti anche nell’Ottocento. La scelta della tonalità del re minore dona drammaticità e i contrasti interni di ritmo, melodia e armonia creano un discorso variopinto e fantastico. E’ indiscusso che il pubblico sia catturato dall’inizio alla fine: c’è un miscuglio di sentimenti ed emozioni che lascia senza respiro fino all’ultima nota.
Nel fitto epistolario di casa Mozart troviamo tracce di questo concerto.
Vienna, 16 febbraio 1785 Leopold scrive alla figlia Nannarel: “Venerdì scorso, verso l’una siamo arrivati ​​al n. 846 Schullerstrasse, dove tuo fratello ha una sistemazione eccellente al secondo piano con tutti i mobili necessari […] Lo stesso venerdì sera, verso le sei, siamo andati al Mehlgrube […], il concerto era eccezionale, l’orchestra eccezionale. Oltre alle sinfoni, un cantante del teatro ha cantato due arie, poi è arrivato un “concerto per tastiera appena composto da Mozart (K. 466 in re minore) ”, che il copista stava ancora copiando quando arrivammo; e tuo fratello non ha avuto il tempo di riprodurre il rondeau perché doveva supervisionare il copista…”.
cadenze WO058 di Beethoven
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