La didattica di Remo Vinciguerra - Il Pianoforte e la Didattica

ANTONIETTA CAPPELLI
DIDATTICA PIANISTICA E MUSICALE
Il Pianoforte e la Didattica
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La didattica di Remo Vinciguerra

Didattica
Il Maestro Remo Vinciguerra, la notte tra il 2 e 3 luglio 2022, purtroppo ci ha lasciati troppo presto e poichè la sua biografia la possiamo trovare nel suo sito (www.removinciguerra.it) preferisco ricordarlo come persona e come insegnante.
Nel 2000, finiti i miei studi in Conservatorio, ho voluto iscrivermi ai suoi seminari di didattica incuriosita da suoi famosissimi "Preludi colorati" e "Ciao, Piano!".
Ero alle prime armi e poichè lui proponeva dei laboratori attivi e creativi, ho deciso di seguirlo.
Il primo incontro è avvenuto a Pontedera, in provincia di Pisa, presso l'Accademia Musicale Toscana il 27 novembre 2000. Mi aspettavo un signore severo e autoritario e invece mi sono ritrovata di fronte un uomo simpatico e molto alla mano. Lui è sempre stato cordiale e molto schetto. Non aveva peli sulla lingua. Quando ti incontrava era sempre una festa e si ricordava i nomi di tutti.
L'incontro a Pontedera era strutturato in due fasi: la mattina teoria e approccio con le armonie in stile pop, rock e jazz; il pomeriggio laboratorio pratico. Nella pratica la teoria si è sempre mischiata alla "fare".
Appena il Maestro ha iniziato a parlare mi ha colpito il fatto che ha introdotto subito la storia della musica perchè a parer suo, nel momento in cui si insegna, si deve pensare al percorso di evoluzione dell'uomo.
Riporto alcune parti del suo discorso (la fonte sono i miei appunti di quella giornata).
Affinchè il bambino conosca la musica è necessario:
  1. conoscenza fisica;
  2. conoscenza mentale;
  3. conoscenza vera e propria.
A questo punto fece una spiegazione molto pratica e vicina alla realtà: "Pensate ad una bella ragazza che passa d'avanti ad un ragazzo. Il ragazzo guarda la ragazza e sente il bisogno di conoscerla, dopo un po' si passa alla conoscenza e se gli interessa veramente non si limiterà all'aspetto fisico, cercherà di approfondire la conoscenza e in caso contrario lascerà perdere". Remo si posizionò al pianoforte e iniziò a suonare "il lupo stralunato" da Ciao, piano! perchè nel brano si trovano tutti gli elementi che gli servivano per spiegare i tre punti elencati.
Che bello sentirlo suonare e spiegare passo per passo questo brano (e nel corso della lezione ne ha spiegati altri).
Dopo scenette, piccole orchestrine improvvisate mentre lui suonava (io ero alla batteria), ci ha fatto ritornare ai nostri posti e ha detto: "seguite il mio discorso!"
La musica delle origini è una musica tribale e pertanto fisica, perchè prima dell'uso degli strumenti l'uomo ha iniziato a percuotere il proprio corpo. In effetti dalla musica afro-americana scaturisce piacere fisico mentre la musica da discoteca bombarda il cervello fino a farvi schiantare. Ecco che dai popoli tribali che propongono musica ritmica si passa alle grandi civiltà, per esempio i greci (che definì "festival della melodia"). E' solo alla fine del Medioevo che si conoscerà l'armonia, prima c'era la monodia del canto gregoriano sino a quando si passerà alla polifonia di pensieri dalla quale seguirà un'armonia di pensieri. Nel Rinascimento si sfocia nell'armonia, nascerà la musica orchestrale, il melodramma e i teatri a pagamento. Arriva il Romanticismo a cui poi seguiranno i moderni e la musica contemporanea.
Tutto questo per dire che nel momento in cui si deve insegnare si deve fare riferimento alla storia in modo tale da avere:
1. piacere fisico
2. piacere mentale
3. piacere vero e proprio
Un allievo educato può diventare un buon musicista e non necessariamente lo farà di professione. E' importante che la musica sia dentro di noi. L'insegnante deve affascinare l'allievo dev'essere una RASSICURAZIONE ESISTENZIALE.

MOTTO: la fantasia è il motore della creatività e la creatività il motore della fantasia

Parte a presentare i suoi preludi colorati:
PERCORSO DELLE NOTE COLORATE
SAPER COLORARE!
Immaginiamo di fare la prima lezione ad un bambino: l'insegnante deve affascinare l'allievo.
Non significa che deve suonare un brano difficilissimo e lasciarlo a bocca aperta ma, deve vedere il bambino come parte attiva. Si presenta lo strumento, la tastiera, si invita a suonare e mentre lui suona il Maestro dovrà accompagnare con accordi, che hanno la funzione di colorare.
A questo punto è iniziata parte viva del seminario che ci ha visti come orchestra improvvisata: il Maestro Vinciguerra suonava il pianoforte e a rotazione i pianisti si sedevano accanto a lui, 2 per volta.
E' stata una lezione basata sull'improvvisazione sui giri armonici che suonavamo a turno oppure suonava Remo.
Come si possono dimenticare esperienze di questo calibro? quanta passione e quanto sapere ha infuso quest'uomo...

Fu così che 22 anni fa conobbi Remo Vinciguerra e divenni sua fan. La sua musica accompagnerà sempre i giovani nello studio del pianoforte.
Il Concorso internazionale che porta il suo nome e che si svolge ogni anno a Verona durante il mese di maggio è un vero festival della musica. Anche quest'anno si è svolto in modo sereno e nonostante il Maestro non stesse bene, si è presentato.
Durante la pandemia e soprattutto dall'inizio di questo ultimo anno i contatti si erano intensificati. Lunghe chiaccherate al telefono che avevano come tema "l'insegnamento", l'interpretazione dei suoi brani, le mie idee strampalate (da lui sempre ben accettate e incoraggiate) e come rendere le cose difficili un po' più facili.

Lunedì 4 luglio 2022, ci siamo recati a Sacile (Hall Fazioli) per l'incisione dei brani del Maestro. Tutti i vincitori del Premio CD, all'ultima edizione del Concorso, si sono impegnati a fare meglio possibile. E' stata una giornata intensa di emozioni e il clima familiare che si è creato negli anni, ha fatto da sfondo a questo evento speciale. Il Maestro c'era, era lì con noi. Sguardi, abbracci e la volontà da parte di tutti di fare meglio possibile. Ogni qualvolta mi avvicinavo agli allievi sentivo la sua presenza e immaginavo quello che avrebbe detto. Era così braavo a spiegare laa sua musica che suonaare i suoi brani diventa come leggere un libro.
Grande Didatta ma anche grande persona! Grazie Remo!!!!!  

Nel video a sinistra si vede il Maestro che guida l'esecuzione di Eva e Mattia, durante la registrazione dei brani contenuti nel CD 2021. Nel momento in cui Mattia iniziò a suonare disse: "adesso mi siedo e ascolto". Al termine dell'esecuzione esclamò: "Quando sento suonare così la mia musica, penso che sono un genio". Io risposi: "Lei è un genio!"

A destra una mia interpretazione del canone di Paachelbel. A tal proposito chiesi al Maestro: posso eseguirlo swingato? lui mi rispose: "Si, ma se devi proporlo ai bambini fallo suonare come l'ho scritto. Lo swing è innato e deve essere spontaneo".


premio Remo Vinciguerra 2021
Canone di Pachelbel jazz- R. Vinciguerra
"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
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