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Clara Wieck e i dolori cronici - Il Pianoforte e la Didattica

Antonietta Cappelli
DIDATTICA PIANISTICA e MUSICALE
Didattica Pianistica e Musicale
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Clara Wieck e i dolori cronici

Curiosità

Nel 1857, Clara Wieck-Schumann, una delle pianiste più straordinarie della storia, scriveva al violinista Joseph Joachim: «Ho dovuto cancellare il concerto. I dolori alle braccia sono tornati, ho passato una notte terribile». Le sue parole, dolenti e piene di rassegnazione, rivelano una lotta incessante contro il dolore che l'accompagnò per tutta la sua vita (Elena Meli, Clara Schumann, la pianista che non volle arrendersi al dolore, Corriere della Sera, 11 marzo 2011).
Clara, pianista e compositrice di straordinario talento, era abituata a studiare a lungo e intensamente, ma dopo la morte del marito, il compositore Robert Schumann, aumentò notevolmente le sue apparizioni pubbliche. La fatica fisica e emotiva di queste esibizioni divenne sempre più gravosa, tanto che Clara arrivò a sentire solo le dita delle mani, incapaci di percepire il resto del corpo.
Nel 1861, affrontò una delle sfide più dure della sua carriera: il concerto n. 1 in re minore di Brahms, un pezzo che le richiese uno sforzo fisico enorme, mettendo a dura prova il suo corpo. La sua dedizione alla musica e la sua volontà di non arrendersi al dolore si fecero sentire in ogni nota, ma non senza conseguenze.
Secondo un articolo del Corriere della Sera, firmato da Elena Meli, Clara soffriva di quella che oggi è conosciuta come "sindrome da sovraccarico". Questo disturbo, molto comune tra i pianisti, si verifica quando si suonano pezzi troppo impegnativi senza una preparazione fisica adeguata, oppure si suona troppo a lungo senza fare pause. Rosa Maria Converti, esperta dell'Istituto Don Gnocchi di Milano, spiega che la sindrome è causata dal sovraccarico fisico e dalla mancanza di stretching, un problema che colpisce molti musicisti.
Clara, però, non era del tipo che si arrende facilmente. Nonostante il dolore che la tormentava, fra il 1873 e il 1875 dovette annullare i suoi concerti in Inghilterra e negli Stati Uniti per curarsi. Si sottopose a numerosi trattamenti da diversi medici, ma fu nel gennaio del 1875, quando si recò a Kiel dal famoso medico Friedrich von Esmarch, che finalmente trovò una cura. Esmarch le somministrò massaggi e fisioterapia, un approccio innovativo per l'epoca, che mirava a sciogliere le tensioni muscolari accumulate. Sebbene psicologicamente provata e convinta che la sua carriera fosse giunta al termine, Clara trovò in Esmarch un medico che non solo non le proibì di suonare, come avevano fatto tutti gli altri, ma la spronò a riprendere gradualmente, ad affrontare il dolore e a capire le cause del suo malessere.
Le sue esperienze le insegnarono una lezione importante, che poi applicò anche alla sua attività di insegnante: la vita di un musicista che pratica per ore ogni giorno deve essere equilibrata. L'esercizio fisico deve alternarsi a pause, è essenziale fare attività all'aperto e mantenere una postura corretta. Clara imparò a fermarsi al momento giusto, a riconoscere i segnali del suo corpo e a scegliere un repertorio adatto alle sue capacità fisiche.
Le cure che ricevette non solo la aiutarono a guarire, ma le permisero anche di fare un passo importante nella sua carriera. Nel 1878, Clara ottenne la cattedra di pianoforte alla Hochschule für Musik di Francoforte, un incarico che mantenne fino al 1892. Durante quegli anni, contribuì all'innovazione della tecnica pianistica e, grazie alla sua esperienza, comprese quali errori evitare nel suo insegnamento, passando il suo sapere alle generazioni future.
Il suo ultimo concerto pubblico fu tenuto il 12 marzo 1891 a Francoforte. Pochi anni dopo, il 26 marzo 1896, un ictus la colpì e, dopo settimane di lotta, morì il 20 maggio, all'età di 77 anni. Clara Schumann riposa a Bonn, nella stessa tomba del marito, nel cimitero Alter Friedhof, una leggenda che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della musica.
"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
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