Cenni per l'impostazione di Base - Il Pianoforte

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Tecnica pianistica



L'importanza della tecnica

La tecnica pianistica è l'insieme delle regole e degli elementi che ci permettono di suonare correttamente e al meglio. Una buona impostazione di base permette allo studente di affrontare i pezzi proposti con più facilità e in meno tempo e soprattutto di suonare in modo espressivo.
Come si assimila la tecnica? Con l'aiuto di un insegnante valido e con la voglia di imparare.
L'insegnamento della tecnica riguarda i movimenti che interessano la mano, le dita, il braccio, la spalla ... durante l'esecuzione al pianoforte.
Quando suoniamo, tutto il corpo è partecipe e pertanto il rilassamento fisico e mentale sono indispensabili. La corretta respirazione è importante così come la coordinazione delle due mani e dei piedi durante l'uso dei pedali.

Non tratterò l'argomento con termini scientifici ma cercherò di essere più chiara possibile. Chi vuole approfondire l'argomento può farlo su un libro di anatomia.


I movimenti anatomici interessati sono:

MOVIMENTO DI FLESSIONE: Azione che permette di avvicinare due parti del corpo.

MOVIMENTO DI ESTENSIONE: Azione che permette l'allontanamento di due parti del corpo.

Facciamo questi semplici esercizi:

1. Appoggiamo la mano sx sulla gamba sx, le dita sono distese. Iniziamo a fare pressione e flettere le dita sino a quando si toccano tutte. Ripetiamo l'esercizio con la mano destra. (Movimento di flessione)

2. Facciamo l'esercizio contrario. (Movimento di estensione)


Quando suoniamo, la pressione esercitata dalle dita sui tasti è importante: dà  sicurezza e produce un suono più espressivo e pieno; quando suoniamo piano, si controlla meglio la tastiera.


MOVIMENTO DI ABDUZIONE:



        Movimento laterale verso l'esterno. Questo tipo di movimento non riguarda solo il polso ma anche le braccia che ruotano verso l'esterno.
  



MOVIMENTO DI ADDUZIONE
:



Movimento laterale verso l'interno. Questo movimento non riguarda solo il polso ma anche le braccia che ruotano verso l'interno.

  





MOVIMENTI ROTATORI DELL'AVAMBRACCIO.


1. PRONAZIONE:


Movimento che porta il dorso della mano verso l'alto.
   



2. SUPINAZIONE:


Movimento che porta il dorso della mano verso il basso.  


A questi due movimenti appartiene il "rollio", vale a dire la ripetizione dello stesso intervallo (comunemente chiamato TREMOLO).






pollice= 1° dito   indice= 2° dito   medio= 3° dito   anulare= 4° dito   mignolo= 5° dito


Attenzione!!! le dita assumono sempre la stessa numerazione, indipendentemente che si parli di mano destra o mano sinistra ( il primo dito è sempre il pollice, il secondo è sempre l'indice...).












Ogni volta che ci si siede al pianoforte si abbia cura di correggere la postura.
Ricordate:
     1.      Non sedetevi mai su tutta l'area della panchetta ma sul bordo anteriore, vi aiuterà  a gestire meglio il peso;
     2.      Controllate sempre l'altezza della panca e regolatela a piacere fino a quando non siete comodi;
     3.      Posizionate le mani sulla tastiera e controllate la distanza in modo tale che siate disinvolti nei movimenti;
     4.      Senza suonare, fate scivolare le mani sulla tastiera, da destra a sinistra ( e viceversa). Il busto deve essere rilassato e deve seguire le braccia e le mani.
     5.      Posizionate le mani al centro della tastiera e fate scorrere le mani verso l'esterno (il busto va in avanti); arrivati all'estremità ritornate indietro (il busto ritorna nella                       posizione iniziale). I movimenti del busto devono essere contemporanei a quelli delle mani.


      

Suonare non è difficile, suonare BENE è difficile, perchè ci vuole precisione e coscienza di quello che si sta facendo. All'inizio dello studio è utile riportare l'esempio del camminare, perchè il funzionamento degli arti inferiori è analogo a quello degli arti superiori (e delle dita delle mani che si muovono sulla tastiera).
Il rilassamento ( o meglio decontrazione dei muscoli) della spalla e del braccio è risultato della dissociazione muscolare che si acquisisce con gli anni e l'esercizio tecnico corretto.
Bisogna capire come sfruttare correttamente il "peso".
Per spiegare questo concetto, uso questo esempio: prendo una penna, la lascio cadere per terra. La caduta dell'oggetto avviene con rapidità  e quando la penna tocca il pavimento si avverte un rumore, dovuto all'impatto con il terreno. E' quel rumore che ci fa capire che la penna è dotata di peso, che in termini fisici è una forza definita come: P=m*g, dove m è la massa dell'oggetto (cioè proprietà  dell'oggetto che indica che occupa un volume) e g è la forza di gravità.
Il peso che porteremo sulle mani è il prodotto della massa corporea e della forza di gravità  esercitata dalla terra. Affinchè ciò avvenga le spalle e le braccia sono rilassate, le dita (rafforzate con l'esercizio) sostengono il tutto. Affinchè ci sia equilibrio le dita si ancorano alla tastiera (fanno pressione) e suonando, producono lo stesso movimento delle gambe e dei piedi quando camminiamo o corriamo.
Il suono che le dita producono quando c'è il peso è morbido e caldo; il suono che le dita producono quando c'è spinta, è aspro e freddo.
La spinta si ha quando il braccio non si lascia cadere naturalmente (rilassato) ma è rigido, pertanto alla forza di gravità  si somma la spinta del braccio, producendo il suono brutto e antimusicale.


Respirare durante le esecuzioni è importante: la respirazione è quella diaframmatica, cioè quella naturale. Respirando profondamente, i muscoli si ossigenano, si distendono e il cervello è più attento.
A tal proposito tengo a precisare che tutte le azioni partono dal cervello e pertanto le dita non suonano da sole: impariamo a suonare in modo intelligente.
Durante le esecuzioni è doveroso respirare, chi suona in apnea (e ci sono tanti allievi che lo fanno) non riesce ad avere un'esecuzione tranquilla e pulita, in compenso trasmette agitazione e fastidio.
Sin dall'inizio non si deve trascurare la respirazione: ogni brano è un discorso e come tale merita dei respiri.



Propongo alcuni esercizi preliminari di "rilassamento" del braccio e della spalla.

1. Posizione dello spaventapasseri.




Le braccia si dispongono come in figura e appena si avverte formicolio, si lasciano cadere, naturalmente e senza spingere, sotto l'azione della forza di gravità . Si capisce che l'esercizio è svolto in modo corretto se dopo l'impatto con le gambe, le braccia rimbalzano.

2. Ripetiamo lo stesso esercizio (spaventapasseri) con un braccio alla volta.

3. Braccia tese in avanti.




Per sviluppare una buona tecnica, condizione necessaria e sufficiente è l'impostazione della mano. Le dita si posizionano all'altezza dei tasti neri, in modo da evitare movimenti a zig-zag quando dobbiamo suonarli.

Chopin ci insegna di posizionare le dita in questo modo: Mi, Fa#, Sol#, La#, Do (mano destra) e Do, La#, Sol#, Fa#, Mi  (mano sinistra). Questa è una posizione comoda per la mano perchè vi è la suddivisione in toni e quindi la stessa distanza tra un dito e l'altro, inoltre abitua la mano a stare in una posizione naturale che consente ai polpastrelli (la parte più sensibile della mano) di aderire bene ai tasti.

Il Prof. Fink dice: immaginiamo una zona grigia al centro della tastiera, parte in cui si posizionano le dita. Seguire questo consiglio è importante, perchè: l'esecuzione delle scale e degli arpeggi è più fluida, la mano è in una posizione sicura e tutti i tasti sono "sotto" le dita.
(vedi figura)






Posizione della mano:




Per posizionarla correttamente si pensi di tenere nella mano una pallina da tennis. Attenzione alla posizione del pollice e del mignolo, sono i pilastri della mano e suonano con l'estremità .


Un
errore comune è di abbassare e ruotare la mano a sinistra quando suona il mignolo e di usare tutta la prima falange del pollice. Assolutamente, no!!! Si devono evitare questi errori che vanno a discapito dell'agilità  della mano.
Il mignolo deve usare l'articolazione (movimenti dal basso verso l'alto), si deve allungare, senza abbassare la mano; il pollice deve suonare "con la punta", estremità  esterna. Capite queste semplici regole la mano si imposta automaticamente e le esecuzioni saranno più fluide.




Tutte le dita devono essere allineate (come mostrato in figura), tenendo le dita scomposte non si otterrà  mai un suono omogeneo .









Capite le semplici regole d'impostazione, cominciamo a lavorare sul movimento delle dita.
Affinchè le nostre dita imparino a suonare correttamente, dobbiamo imparare a decontrarre i muscoli subito dopo aver suonato.
Iniziamo a studiare a mani separate.





ARTICOLAZIONE DELLE DITA E DEL POLSO

Quando si suona il pianoforte, l'articolazione è importantissima.

Per articolazione intendiamo il corretto movimento delle dita e la scioltezza del polso.

Molti pensano che articolare significa alzare più possibile le dita: Non è proprio così.
Per sviluppare l'indipendenza è utile abituare a muovere un dito per volta ma senza esagerare il movimento verticale delle dita.

Un giovane allievo che intraprende lo studio dello strumento deve essere educato all'indipendenza delle mani e delle dita in quanto, quando suona usa mano e braccio come se fossero un unico blocco e pertanto spinge.

Il polso, al pari delle dita deve essere "sciolto" e disinvolto nei movimenti. Lo staccato doi polso è brillante e leggero se il polso è a sufficienza sbloccato. Lo studio di Scarlatti ci aiuta proprio a ottenere un tocco pulito e brillante, grazie all'uso dello staccato.

Anche la caduta di polso utilizza l'articolazione del polso ed è molto utile quando si deve attaccare un brano che richiede controllo di suono e precisione del tocco.


Nozione Storica
Fino al XVIII secolo quando si eseguiva un brano alla tastiera, si usavano esclusivamente le dita.
Il Romanticismo portò tante innovazioni e nuove esigenze tecnico-espressive.
Il solo movimento delle dita, non bastava a far capire l'idea dell'esecutore e sopratutto il nuovo strumento, il pianoforte, richiedeva molto di più.
Beethoven, Chopin, Listz e tutti quelli che seguirono, hanno aperto nuove prospettive tecniche.



DISSOCIAZIONE MUSCOLARE e PRENSILITA'

Per raggiungere una certa agilità è necessario che vi sia "dissociazione muscolare", cioè controllo delle diverse parti che partono dalla spalla e arrivano alle falangi delle dita delle mani.  
Il costante esercizio e la volontà aiuteranno ad imparare il meccanismo della decontrazione.
Perchè si attuino le contrazioni e le decontrazioni dei muscoli è fondamentale lo sviluppo della prensilità che  acquista un'importanza enorme nella caduta: in essa è necessario un perfetto coordinamento funzionale tra i muscoli toracici, i flessori dell'avambraccio e quelli delle dita.


IL LEGATO

Il suono legato presuppone un giusto movimento delle dita e la capacità di decontrazione dopo una contrazione: ogni volta che da una nota passiamo ad un'altra, non facciamo altro che contrarre (premere il tasto) e decontrarre (tenere giù il tasto rimanendo "attaccati" allo stesso, decontraedo i muscolidel braccio).
Il movimento delle dita deve essere rapido e deciso: mentre un dito suona, l'altro è pronto per suonare. La forza viene dalla falange, non dalla spinta del braccio: non si deve forzare il suono.

Se al legato si aggiunge anche "espressivo", al movimento delle dita aggiungiamo la rotazione del braccio, per rendere il suono più intenso e bello.


GLI STACCATI

Il suono staccato si può produrre in vari modi, ottenendo un suono diverso a seconda del tocco che si decide di adottare.
Quelli più comuni sono: staccato di polso, staccato di braccio e staccato di dito.

Staccato di polso:
le dita cadono perpendicolari alla tastiera grazie all'articolazione del polso.
La leggerezza che richiede questo staccato è una prova di forza e controllo muscolare perchè il risultato deve essere "leggero".
Questo tipo di staccato produce un suono leggero e brillante, molto confacente all'esecuzione delle sonate di Scarlatti e anche dei clavicembalisti in genere.

Staccato di dito:
il braccio, il polso e la mano non concorrono al movimento: sono le dita, arrotondate, devono dirigersi verso il palmo della mano con agilità. Le dita scorrono sui tasti quasi per "strappare".
Per ottenere un movimento fluido e preciso, il polso deve stare leggermente più alto, in modo da permetterre alle dita di muoversi. Tale tecnica è usata nei pezzi molto veloci.

Staccato di braccio:
è quello che utilizziamo per suonare le ottave. Si ottiene un suono più pesante grazie alla forza del braccio.



MOVIMENTI ROTATORI

Questi movimenti sono indispensabili per eseguire gli arpeggi e legare note lontane applicando la "tecnica a ruota" di Chopin.
In questo tipo di movimento si usa la rotazione del polso e quella del braccio; le dita sono distese, proprio come i "raggi" di una ruota.

La rotazione del polso è importantissima anche per l'esecuzione delle scale e dei piccoli arpeggi. Quando eseguiamo una scala, non è il pollice che va sotto alla mano ma è il polso che ruota la mano per farla proseguire e così per gli arpeggi.




GRUPPI IRREGOLARI E INCASTRI (due contro tre, tre contro quattro...)

Questa è una nota dolente per molti principianti. Studiando bene il solfeggio, non dovrebbero esserci problemi ma nella pratica se ne trovano tanti. L'errore più comune è quello di eseguire questi passaggi "sincopati". No! non sono sincopi!!! La prima nota va sempre insieme e l'incastro deve essere fluido, facendo sentire esattamente tutte le note.





Consiglio

La tecnica si deve studiare con i brani. Non esagerate con l'Hanon in quanto se seguite quello che vi dice l'autore, correrete il rischio di suonare tutto piatto e "pestato". Naturalmente nessun suono è uguale ad un altro. Anche l'Hanon può essere studiato in modo musicale, seguendo la scrittura delle note.
Ricordo molto bene quando suonavo gli esercizi di questo famigerato libro. Dopo 5 minuti arrivava mio padre o una delle mie sorelle e mi diceva: "Hai finito? è insopportabile".
Effettivamente, pur riconoscendone il valore educativo, consiglio di non considerarlo "la Bibbia" della tecnica e di non superare i 10 minuti al giorno. Inoltre studiando questo libro si impara solo la tecnica sulle 5 note e tutto il resto? Se dobbiamo suonare gli autori russi la tecnica da adottare è quella russa: la sto studiando aanch'io e bisogna conoscerla se si vuole essere musicisti  360 gradi.

suonate tutti i generi e tanti autori, solo così si diventa bravi.






Quando si studia un brano, soprattutto se è veloce, la tecnica cambia dalla prima lettura.
La frase famosa: "Quando suono lentamente o a mani separate il passaggio mi esce, a velocità e a mani unite no!".
Capire qual è l'errore è importante. Gli errori più comuni sono: diteggiatura, movimento/i sbagliato/i, cattiva impostazione della mano oppure paura di quel passaggio.
Un consiglio che posso dare per risolvere i passaggi difficili è di eseguirli a piccoli passi: 2 o al massimo 3 note per volta a velocità stabilita.
A tutto c'è rimedio, l'importante è capire dove si sbaglia e perchè.
Se l'allievo non riesce a capirlo da solo, il Maestro lo aiuterà.


BUON LAVORO E... STUDIATE CON "LA TESTA"!








 
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