I suoni armonici - Il Pianoforte

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Teoria






I suoni armonici sono una serie di frequenze che, rispettando distanze intervallari precise, accompagnano i suoni fondamentali.








Per capire di cosa stiamo parlando, cerco di spiegarlo in modo molto semplice.


Prendiamo una corda e facciamola vibrare.


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
Otteniamo il suono fondamentale ( per esempio il DO
1, come scritto sopra), accompagnato dagli armonici che però non sentiamo.
Se con L indichiamo l'intera lunghezza della corda, ogni armonico sarà dato dalla lunghezza della corda diviso le parti in cui la dividiamo. Pertanto, appoggiamo il secondo dito a metà della corda, otterremo il primo armonico, la cui frequenza è doppia della nota fondamentale ( il DO
2).


La nota ottenuta è un'ottava sopra alla fondamentale, meglio conosciuta come "ottava" o intervallo di ottava. Una nota e la sua ottava dal punto di vista fisico sono due frequenze differenti che grazie alla loro sovrapponibilità l'orecchio percepisce uguali.

Possiamo continuare a dividere la corda fino ad ottenere la successione dei suoni scritti in alto.


Ad ogni armonico corrisponde una frequenza precisa (che noi chiamiamo altezza), data da un numero misurato in Herz (unità di misura).


Gioseffo Zarlino nelle Istituzioni Harmoniche
spiega la presenza degli armonici. La codifica di tali suoni avvenne nel 1701 grazie a J. SAUVEUR, il quale sperimentò matematicamente la successione di tali suoni. La progressione matematica è:  1,2,3,4...n  come esplicato sopra.

Poichè a questo punto la musica e la matematica si intrecciano, a chi è interessato alle formule, faccia un clik.   


Propongo questo semplice esercizio.



Ricordiamo che i primi sei armonici danno l'accordo perfetto. L'accordo perfetto è la sovrapposizione di due terze.



La sovrapposizione dei suoni armonici ci dà le TRIADI, ossia terze sovrapposte. Definiamo:

  • La triade maggiore, formata da una terza maggiore e una minore.

  • La triade minore, formata da una terza minore e una maggiore.

  • La triade diminuita, composta da una terza minore e una quinta diminuita rispetto al suono fondamentale.





Ogni triade allo stato fondamentale può assumere tre posizioni:




La prima posizione è indicata con 3 perchè la distanza tra la fondamentale e il primo suono è una terza, la seconda posizione è indicata con 5 perchè la distanza tra la fondamentale e il primo suono è una quinta e la terza posizione invece è indicata con 8 perchè la distanza tra la fondamentale e il primo suono dell'accordo è un'ottava.


Tutte le triadi possono essere rivoltate, ottenendo due rivolti:

1) Il primo rivolto
si ottiene mettendo al basso la nota dell'accordo che dista una terza dalla fondamentale. Si indica con 6 perchè la distanza tra il basso e il primo suono dell'accordo è una sesta.

                                                                                                                                                                                                        6
2)
Il secondo rivolto
si ottiene mettendo al basso la nota dell'accordo che dista una quinta dalla fondamentale. Si indica con 4 perchè la distanza tra il basso e il primo suono dell'accordo è una quarta e dal secondo suono dell'accordo una sesta..               








LA DISSONANZA

La dissonanza è definita come qualsiasi aggregato di suoni che non sia riconducibile ad una triade maggiore o minore. Nella musica moderna e contemporanea troviamo molti esempi di dissonanza come l'allegro barbaro di B. Bartok, un brano molto d'effetto e tecnicamente complicato.

 
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