Il Sistema Temperato - Il Pianoforte

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Teoria





IL SISTEMA TEMPERATO O EQUABILE.

Ad un certo punto della storia della musica, fu necessario “temperare“, vale a dire modificare alcuni suoni per garantire che nell'ottava gli intervalli fossero tutti uguali. Questo sistema si affermò grazie ad Andrea Werckmeister  e Giorgio Neidhart sul finire del XVII sec.

L'accordatura moderna tiene valido questo principio che consiste nel far coincidere in un solo suono il diesis di una nota con il bemolle della nota seguente, eliminando la differenza tra i due suoni.



Nel 1939 al congresso di Londra si fissò la frequenza del diapason a 440 Hertz (Hz), la cui nota prodotta è il LA
3. In precedenza i diapason presentavano frequenze che oscillavano fra i 435 ed i 441 Hz.

In Italia esiste la legge del 3 maggio 1989, n. 170, pubblicata sulla gazzetta ufficiale n. 109 del 12/05/1989 sulla “Normalizzazione dell’intonazione di base degli strumenti musicali”, che all’art. 1 recita: “Il suono di riferimento per l’intonazione di base degli strumenti musicali è la nota la3, la cui altezza deve corrispondere alla frequenza di 440 hertz (hz), misurata alla temperatura ambiente di 20 gradi centigradi”.


Un sostenitore del sistema temperato fu Johann Sebastian Bach che con “Il clavicembalo ben temperato”, suddiviso in 2 volumi, codificò il sistema temperato componendo 48 preludi e fughe su ogni semitono.


Preludio n.6 Libro I del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach




Con il sistema temperato, l'ottava è divisa in 12 semitoni tutti uguali, dando origine alla scala cromatica o semitonata.




Si noti che: salendo le note sono diesizzate, scendendo bemollizzate.

Per l'esecuzione di tale scala usiamo questa diteggiatura:

mano destra      (ascesa) 1 3  1 3 1 2 3 1 3 1 3 1 2 ..... ( discesa) 2 1 3 1 3 1 3 2 1 3 1 3 2
mano sinistra    (ascesa) 1 3 1 3 2 1 3 1 3 1 3 2 1  ..... (discesa) 1 2 3 1 3 1 3 1 2 3 1 3 1






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