Propedeutica Pianistica - Il Pianoforte

La musica può cambiare il mondo (L. V. Beethoven)
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Propedeutica Pianistica

Propedeutica



PROPEDEUTICA MUSICALE E "PROPEDEUTICA PIANISTICA"

La parola magica per i bambini è: "gioco". Affinchè i bambini apprendano gli insegnamenti, anche i concetti più difficili devono avere uno sfondo ludico e molto spesso anche fiabesco.
Giocare, non esclude le regole, che devono essere ben chiare dal primo incontro.
Durante le prime lezioni cerco di conoscere i bambini e di capire quali sono i loro interessi.
I bambini sono lasciati liberi di giocare, disegnare, parlare con i compagni ma senza urlare,
correre o farsi male. L'ora di musica deve essere piacevole e sopratutto rilassante.
L'ascolto di brani appartenenti ad epoche storiche diverse e a generi diversi,
l'intonazione di semplici melodie (non necessariamente canzoni) e giochi vari,
riempiono il tempo da passare insieme.


Il programma che seguo nella scuola dell'infanzia è il seguente:

  • Bambini dai 3 ai 4 anni:


Ascolto di brani appartenenti a generi e modi diversi di durata minimima (al massimo 2 minuti). Tali brani tengono conto delle differenza timbriche dei varii strumenti musicali e del carattere musicale, altri sono cantati dall'insegnante usando sillabe labiali, semplici da riprodurre per i bambini.
A tal proposito molto utile è consultare "metodo Gordon" collana edita dalla curci. Per ogni brano, soprattutto all'inizio, è importante catturare l'attenzione con le immagini (uso anche il computer).

Respirazione ed educazione della voce. Parlare con un tono di voce "normale" aiuta il bambino ad eliminare la tensione e lo abitua a rispettare le corde vocali.

Danza libera (da soli o in gruppo), rispettando la velocità  del brano ( lento, veloce).

Filastrocche (primo quadrimestre) e semplici canzoncine (secondo quadrimestre).

Riconoscere la mano destra e la sinistra.

Il nome e il suono delle note (ascolto passivo e successivamente intonazione).

Ascolto di favole musicali (estemporaneee oppure conosciute), suonate al pianoforte dall'insegnante.
Le favole tengono conto della storia della musica e della teoria musicale.

La posizione delle note sulla tastiera. Semplicissimi esercizi per l'indipendenza delle dita. Melodie sulle cinque note nella prima posizione e a mani alternate e separate. Studio di brani a tre e 4 mani (con l'insegnante).
        

  • Bambini dai 4 ai 5 anni:


Potenziamento dell'attenzione: ascolto di brani musicali di durata sempre crescente.  
  
Il metronomo e la sua funzione.

Durata dei suoni e dei silenzi (notazione convenzionale: semibreve, minima e semiminima).

Canzoni ispirate al mondo dei bambini edite e non.

Intonazione di scale costruite su modi antichi e moderni.

"Dimmi che nota sono": suonare una nota per volta e indovinare il nome (dettato melodico).

Esercizi di indipendenza e prensilità delle dita. Contrazione e decontrazione dei muscoli della spalla e del braccio. Semplici melodie sulle cinque note a mani unite e nelle varie posizioni.


  • Bambini dai 5 ai 6 anni:


Ascolto attento e responsabile: studio di canzoni a cui si associa un disegno e una coreografia.

Il pentagramma. Lettura ritmica di note e pause (si aggiungono le crome). Chiave di violino e di basso.

Gli strumenti musicali e riconoscimento del loro timbro.

Presentazione di alcuni musicisti, quali:
Bach, Vivaldi, Mozart, Beethoven, Chopin, Debussy, Bartok e Kodaly.

Pianoforte:

  • Esercizi di rilassamento dei muscoli della spalla e del braccio;     

  • La mano (anatomia e funzionalità);

  • La giusta posizione della mano sulla tastiera;

  • Semplici esercizi d'indipendenza delle dita, invitando il bambino a cantare le note che suona.              

  • Semplici melodie al Pianoforte a mani separate e unite, dalle cinque note si passa all'ottava.

    Durante i primi due mesi non superano 10 battute, gradualmente diventano più lunghe e complesse.
                        




Il 30 marzo 2014, nove dei miei piccoli allievi di pianoforte di una scuola dell'Infanzia in cui ho insegnato propedeutica pianistica per 4 anni, hanno partecipato al Concorso "Un po' di note" di Occhiobello (RO), da solisti e in 4 mani: terzi, secondi e primi!!!
Il 25 aprile 2014 il duo pianistico E.B. (5 anni)- G.B. (4 anni) hanno suonato al concerto di premiazione in rappresentanza della scuola: classificate prime nella cat. A, Pf 4 mani con p.ti 95/100.  


Il lavoro di ricerca fatto con i bambini in età prescolare, dal 2003 ad oggi, è stato fondamentale per capire come insegnare. I più piccoli devono apprendere così come hanno fatto ad apprendere la lingua madre e non si devono bruciare le tappe ma assecondare le richieste

Indipendentemente dai risultati ottenuti a vari concorsi rinomati (ne cito alcuni: "Amadeus" di Taranto, internazionale "Musica Insieme" di Musile di Piave, internazionale "città di Padova", Internazionale "Salieri" di Legnago (Verona), Nazionale di "Piove di Sacco" (VE), "città di Venezia" e premio Amendola...), non è il il premio a determinare l'efficacia del metodo ma il divertimento che provano i bambini, la curiosità e la vogli di imparare cose nuove.


Non condivido affatto gli insegnanti che obbligano i bambini a fare movimenti forzati (chiamati espressivi), contorcimenti vari... non ne capiscono neppure il significato e se non naturali sono fastidiosi anche per gli adulti!    l'espressività dei bambini deve essere naturale e non forzata.




Per i bambini in età prescolare, l'ascolto è fondamentale: devono costruire un bagaglio musicale vario.
Così come avviene per l'apprendimento della lingua madre (che dalle sillabe si arriva ai discorsi), il bambino apprende il nostro sistema musicale. Sarà compito dell'insegnante capire quando ogni bambino è pronto ad affrontare lo studio dello strumento.
Il potenziale musicale di ogni bambino è diverso e pertanto l'attitudine alla musica può essere più o meno spiccata, com'è naturale che sia. L'importante è dare una base ai bambini e cercare di aiutarli ad esprimersi tramite il canto.
Il canto come forma di espressione è importantissima. La musicalità  di ogni individuo è legata a come canta.
Direi proprio: "DIMMI COME CANTI E TI DIRO' CHI SEI".
Un bambino educato in età  prescolare è certo che non sarà  "stonato". Io non uso questa parola, preferisco dire che il bambino "non è stato educato al suono" e quindi il suo orecchio non è stato impostato: "L'impostazione dell' orecchio è direttamente proporzionale all'intonazione della voce".

A chiunque avesse degli alunni che presentano difficoltà  di intonazione prescrivo una ricetta:  "Imparare ad ascoltarsi (registrarsi è importantissimo) e correggere i propri errori".
Nel caso di bambini in età  prescolare, sarà  l'insegnante a registrare la voce del bambino, ascoltare insieme, capire dov'è il problema e (coinvolgendo anche i genitori) lavorarci su.






                                             "RIDI"

                                              "Regalare un sorriso apre le porte del cuore,
                                               Regalare un sorriso significa amore.
                                               Regala un sorriso a grandi e piccini
                                               Belli, Buoni Brutti e Cattivi.                                                                     
                                               Ridere è gioia, non è una fatica
                                               Forza fallo!    Su con la vita!"
                                                                                              
(Antonietta Cappelli)   




                        



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