Polifonia, Ars nova e Classicismo - Il Pianoforte

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Storia della Musica



Il canto dei Greci era monodico e monofonico. Con il canto gregoriano, si avvia un percorso di crescita della musica vocale che porterà alla nascita della polifonia.
Per polifonia intendiamo la simultaneità di suoni diversi. Se guardiamo e analizziamo la simultaneità dal punto di vista orizzontale, parliamo di contrappunto se invece guardiamo la stessa simultaneità dal punto di vista orizzontale, parliamo di armonia.
Il musicista del Medioevo ebbe una concezione della musica di natura orizzontale-contrappuntistica e non verticale-armonica.
Definiamo contrappunto, l’unione di più voci, aventi ognuna un andamento autonomo ritmico, melodico o ritmico-melodico.
La prima forma di PUNCTUM CONTRA PUNCTUM si ha tra i secoli IX-X e prende il nome di organum. In essa, la melodia gregoriana (detta vox principalis) era accompagnata ad una distanza di quarta o quinta inferiore da una vox organalis. Questa seconda voce era strettamente parallela alla prima e ritmicamente identica. Effettivamente erano simultanee, omoritmiche. Non è una vera e propria polifonia ma comunque è il primo embrione.
Questo fu dovuto, probabilmente, al fatto che si trattava di un’inconscia duplicazione di un canto sentito ancora come unico: gli antichi cantori e gli stessi fedeli credevano di cantare all’unisono ma le differenze di registro determinarono una distanza reale appunto di quinta o di ottava.
È opportuneo precisare che questa spontanea e semplice forma di canto, si manifestò anche in Europa settentrionale, in Scandinavia prima e in Inghilterra poi. Appunto in Inghilterra vi era un canto a 2 voci chiamato GYMEL, cioè canto gemello, nel quale le voci procedevano parallelamente per terza mentre per FALSO BORDONE si intendeva un canto a tre voci che procedeva per intervalli di terza e di sesta.
Non possiamo fare a meno di notare la diversità base tra gli intervalli base della polifonia latina e quella nordeuropea. L’Europa centro-meriodionale prediligeva gli intervalli di quarta e quinta che attestano il permanere della dottrina pitagorica classica.

Un’altra forma di polifonia fu il DISCANTO, che si affermò alla fine del secolo XI e nel quale la vox principalis, posta al grave, è accompagnata (nota contro nota) dalla vox organalis, che procede per intervalli misti di quarta, quinta e ottava. Proprio con l’affermarsi del moto contrario, possiamo parlare della prima manifestazione di tecnica contrappuntistica: le due voci, ritmicamente ancora legate, sono autonome nella loro linea melodica. Un ulteriore conquista si ebbe quando nel XII secolo, in particolare nel Monastero di S. Marziale nel sud della Francia e di Campostella in Spagna, si affermò una nuova forma chiamata Organum melismatico. La melodia principale, sempre posta al grave (chiamata cantus firmus) era eseguita a valori larghi anche se senza durata prestabilita, sopra ad essa si svolgeva liberamente la vox organalis, con movimenti melodici ricchi di fioriture e con note di breve durata.
Proprio sul principio dell’ORGANUM MELISMATICO, si svolgenavano i cnti a due voci contenuti nel Magnus liber organi di Magister Leoninus, il rpimo grande compositore della scuola di Notre- Dame di Parigi che tra il 1150 e il 1260 fu il centro principale della polifonia sacra. Il suo successore, Magister Perotinus, aggiunse agli organum di Leoninus, una terza voce e compose altri organum a 3 e 4 voci.
La seconda voce è chiamata duplum, la terza triplum e la quarta quadruplum.
Nel 1260, il teorico Francone da Colonia scrisse il trattato “Ars cantus mensurabilis”, il primo modello di notazione mensurale.

Altre forme si svilupparono in questo periodo della storia che prende il nome di ARS ANTIQUA e sono: LA CLAUSOLA (un breve melisma tratto da un canto liturgico)  e il CONDUCTUS ( canto processionale e di lamento).
La forma principe del XIII secolo fu IL MOTTETTO. È la forma polifonica per eccellenza, in cui tutte le voci sono indipendenti dal punto di vista ritmico e melodico. Non vi sono ancora principi che danno vita alla combinazione delle voci dal punto di vista verticale.
Il mottetto del 1200 è poliritmico, polimelodico, politestuale e polilingua.
Privo di un principio di unità armonica, appare una composizione confusa, quasi anarchica anche se non priva della sua bellezza. In questa antica forma, il ritmo è  l’unico elemento che aiuta il musicista a combinare i suoni. Non che non ci sia logica, anzi. Comunque si tiene conto dei princièpi matematici di Pitagora. Non a caso, nel Medioevo la musica era inclusa tra le discipline matematiche, geometriche e astronomiche.

Alla musica sacra e impegnativa si affianca una più leggera e semplice:

In Francia, i trovatori al sud e i trovieri al nord, allietano le corti con melodie celebranti l'amor cortese. Lo stesso faranno un po' più tardi in Germania i Minnesanger. Fra le forme più importanti diffuse da trovatori e trovieri si ricordano la chanson in Francia e i Lied in Germania.
Alla monodia si affianca la polifonia, cioè il canto a più voci.

La scuola Fiamminga (nata nelle Fiandre, una regione del Belgio) dominerà  il 1400, ponendo le basi della Armonia moderna, vale a dire l'insieme di regole che governano la musica.
Ricordiamo Jacob Arcadelt e la sua celebre Ave Maria.


 
 

Il Cinquecento e il Seicento.

Il 1500 è detto il secolo del Rinascimento. La stampa ebbe un ruolo fondamentale per la diffusione musicale. Il più grande compositore del Cinquecento fu Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594.)  Scrisse esclusivamente musica sacra e per sole voci senza accompagnamento strumentale (cori a cappella). Nel Cinquecento, l'organo è il protagonista della nascita della musica strumentale. Il più importante organista fu Girolamo Frescobaldi..
 
A Venezia e più precisamente nella Basilica di S. Marco si sviluppò un repertorio sacro molto diverso perchè privilegiava composizioni nelle quali alle voci si mescolavano strumenti che potevano essere ad esempio i due organi della basilica. Le composizioni erano caratterizzate da una particolare ricchezza sonora e fasto. Tra i principali maestri ricordiamo Claudio Monteverdi il maestro del Melodramma (l'antenato della moderna opera lirica).  Il melodramma di Claudio Monteverdi (1567-1643) è frutto della ricerca stilistica concentrata su una maggior aderenza della musica al senso del testo.
In ambito popolare due forme leggere come le canzonette e il balletto.                                                                                                                                                     Gli strumenti principi dell'epoca sono: il clavicembalo, l'organo e il violino. Arcangelo Corelli (1653-1713) è ritenuto il grande fondatore della moderna tecnica violinistica. Antonio Vivaldi (1678-1742), oltre a perfezionare la tecnica violinistica, compose più di cinquecento opere strumentali: le più significative sono i concerti, che hanno il merito di aver posto le basi strutturali del concerto moderno, dando rilievo alla parte solistica e stabilendo la classica divisione in tre tempi (Allegro-Adagio-Allegro).
 
Bach e Haendel. La vita musicale europea tra Seicento e prima metà  del Settecento gravita attorno alle grandi figure di Bach e di Haendel, che incarnano splendidamente, sia nel carattere sia nella produzione, l'ideale barocco a cui tutti i compositori del tempo fanno riferimento. Johann Sebastian Bach (1685-1750), organista e clavicembalista di raro valore, è uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Nell'arte perfetta di Bach confluiscono tutte le esperienze precedenti, fondendosi in modo mirabile: la tradizione polifonica, l'armonia, la moderna tonalità . Georg Friedrich Haendel (1685-1759), autore di musica da camera e per organo e di melodrammi, è noto soprattutto per uno dei suoi 23 oratori, il celebre Messia.
 
Con Monteverdi era nato il melodramma, la più antica forma di "Opera lirica", ma ad un secolo della sua nascita, c'era bisogno di rinnovarlo. Ci pensò Christoph Willibald Gluck (1714-1787), spogliandolo di tutto ciò che serviva da pretesto per una pura esibizione di virtuosismo e facendo sì che musica e canto esprimessero invece i sentimenti e la vicenda che si svolgeva sulla scena. A partire della seconda metà  del Settecento si assiste a un rinnovamento totale dei valori artistici barocchi che culmina in quello che verrà  definito periodo classico. Massimi esponenti di questa nuova corrente musicale, caratterizzata dal trionfo della forma sonata e della moderna sinfonia, sono Haydn e Mozart che più di altri comprendono il bisogno di equilibrio artistico, inteso come supremo ideale compositivo, e la necessità  di riconquistare quelle regole fisse spazzate via dagli sconvolgimenti barocchi. Franz Joseph Haydn (1732-1809) organizzò definitivamente la forma sonata: nelle numerose sinfonie, sonate e quartetti vi sono le prime, compiute realizzazioni di questa forma.


 
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