Metodi didattici - Il Pianoforte

La musica può cambiare il mondo (L. V. Beethoven)
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Metodi didattici

Propedeutica



Faccio riferimento ad alcuni metodi didattici riconosciuti e affermati.


metodo dalcroze
Emile Jaques Dalcroze, compositore e pedagogo svizzero, ideò il metodo ai primi del '900, per colmare e appianare le difficoltà ritmiche che riscontrava nei suoi allievi del Conservatorio di Ginevra. L' obbiettivo del metodo era quello di stabilire collegamenti tra corpo, mente, sfera emotiva dell'allievo, finalizzati a una percezione e a un'assimilazione profonda di tutti gli elementi musicali.

Per Dalcroze la teoria si apprende partendo dalla pratica: l'analisi e la codificazione di un elemento musicale avvengono soltanto dopo averlo sperimentato e studiato attraverso il movimento.

Le lezioni sono collettive: il lavoro attraverso particolari esercizi corporei per sviluppare l'ascolto interiore e la capacità di sentire, di interiorizzare e di proiettare pensieri, sentimenti, capacità d'insieme e di improvvisazione sono alcune tra le varie attività che contribuiscono a creare una vicinanza tra i partecipanti, instaurando così un rapporto di fiducia reciproca e un'atmosfera di serenità, collaborazione e solidarietà di gruppo.

Particolare attenzione viene data all'aspetto pedagogico: l'insegnante parte sempre dall'allievo e dalle sue capacità, per fare gradualmente nuove proposte.

In questo tipo di lavoro gli allievi acquisiscono non solo capacità tecniche ma anche creative ed espressive applicabili in vari campi: quello musicale (esecuzione strumentale, insegnamento), dello spettacolo (danza, teatro), della terapia (musicoterapia, psicomotricità).

Il metodo, di recente introdotto come materia obbligatoria nella sezione professionale del Conservatorio della Svizzera Italiana, è in continua espansione e sviluppo nei Conservatori di molti paesi e nelle Università di Svizzera, Inghilterra, Canada, U.S.A., Australia.


(riportato dal sito www.dalcroze.ch)




Questo metodo, che pone le basi per la didattica moderna, è conosciuto come: "La ritmica" di Dalcroze. La sua opera mira innanzitutto alla formazione dell'orecchio, attraverso la valorizzazione della motoria dei bambini, decidendo, di conseguenza, di non insegnare la musica per astrazione.
Tre punti fondamentali sono: RITMICA - SOLFEGGIO CANTATO - IMPROVVISAZIONE PIANISTICA.
Il metodo Dalcroze sviluppa anzitutto il concetto di avvio alla musica attraverso il ritmo, sperimentandolo direttamente e lavorando con il movimento. Dal movimento il bambino passa ad esercizi di ascolto e di affinamento dell'orecchio fino ad imparare e a conoscere le note, sapendole leggere e scrivere.



Orff-Schulwerk

Carl Orff, compositore tedesco e direttore d'orchestra, nel 1924 fondò a Monaco, con la moglie, la Günterschule, una scuola di ginnastica, musica e danza, basata sui principi di educazione musicale di E. Jacques-Dalcroze.
Quest'esperienza, ha generato una metodologia pedagogico-musicale basata sull'unità di musica, danza e parola.

Nel sito www.orffitaliano.com, si afferma:
"Quello di Orff non è un metodo, come comunemente inteso in Italia, costituito da una serie vincolante di esercizi progressivi che portano a una determinata abilità, ma piuttosto una linea pedagogica che lascia grande spazio alla inventiva personale. Nella sua idea pedagogica la musica si impara facendola, traducendo in concreto il proprio bisogno di viverla fisicamente ed emotivamente, così che essa contribuisca alla nostra formazione e crescita globale.
La comprensione avviene attraverso: drammatizzazione, gesto, movimento, danza, scansione verbale, vocalità, strumentario musicale, e performance. "             


Il suo metodo è improntato sull'unione di gesto, musica e parola e su esercitazioni di musica elementare prodotta con uno strumentario meglio conosciuto oggi col nome di "strumentario Orff", comprendente strumenti a percussione a suono indeterminato: Legnetti sonori, cembali, piatti, triangoli, nacchere, sonagli, timpanetto e tamburi di varie dimensioni.
Strumenti a percussione a suono determinato: metallofoni, xilofoni, glockenspiel.
Strumenti melodici: flauti diritti (soprattutto soprani e contralti).
Strumenti gravi di sostegno: violoncelli, viole da gamba, contrabbassi, liuti e chitarre.



Laura Bassi

Partendo dalle teorie di Emile Jaques-Dalcroze si dedica intensamente a sviluppare tra i bambini la sensibilità musicale ed elabora il suo metodo nominato: "La Ritmica Integrale".
Inizialmente, la Bassi associa dei pupazzetti rappresentanti (il papà, la bambina, il cagnolino, il nonno e la gru) ai primi cinque valori musicali e successivamente abbina a cinque suoni: ta, te, ti, bum e gru.
Svolgendo esercizi di questo metodo i bambini prendono conoscenza dei differenti ritmi, giungendo alla conoscenza delle note col punto e alle figure composte.



Zoltan Kodaly

Compositore ed etnomusicologo, elabora la sua tecnica, durante le ricerche di musica popolare.
Kodaly afferma che ogni musicista deve conoscere bene la musica della propria lingua madre per insegnare utilizzando la musica tradizionale, strumento e canto, ai bambini delle scuole dell'infanzia.
Il canto è il modo diretto per vivere e comprendere la musica. Un adattamento italiano, in quanto in Italia si utilizza la scala tonale e non pentatonica, del metodo Kodaly è stato proposto da Roberto Goitre ( la teoria del do mobile).




Edgar Willems

Willems, insegnante di solfeggio del conservatorio di Ginevra, nonchè medico,  volle creare un nuovo metodo per abolire la povertà delle lezioni di musica nelle scuole, affrontate solo in maniera teorica.
Nel 1934 apparve la sua prima pubblicazione con il titolo "Nuove idee filosofiche sulla musica e le sue applicazioni pratiche". In esso sono contenuti i criteri fondamentali e le basi della sua vasta opera pedagogica e scientifica.  Egli si è servito dell'istinto ritmo-motorio del bambino, invitandolo ad esperienze d'ascolto per afferrare i ritmi da tradurre in movimento per cercare dei sussidi che materialmente potevano allenare l'orecchio.
E' dalla sensibilizzazione dell'orecchio, che secondo Edgar Willems, si sviluppano altre tre capacità:

SENSORIALITA' -> ritmo -> udire
AFFETTIVITA' -> melodia -> ascoltare
RAZIONALITA' -> armonia -> intendere

Attraverso l'approfondimento di questi elementi egli crea il percorso da dover affrontare per insegnare una corretta un'educazione musicale.
La propria enorme esperienza nel campo dell'educazione uditiva e della direzione corale lo spinse a scrivere un'opera in due volumi intitolata "L'orecchio musicale", volumi che furono pubblicati rispettivamente nel 1940 e nel 1946.


metodo Suzuki

Shinichi Suzuki venne a studiare violino in Germania negli anni '30 e questa esperienza fu fondamentale sia nell'ideazione sia nello sviluppo del metodo di apprendimento musicale.

Shinichi Suzuki appartiene alla stessa generazione di Maria Montessori e Jean Piaget e tra le sue amicizie spiccava anche quella di Albert Einstein. Il metodo Suzuki ha quindi le radici nell’ambiente culturale del tempo.

L’intento di SHINICHI SUZUKI era quello di comprendere il vero significato dell'Arte, risposta che sperava di trovare nell'Europa degli anni '20 - '30. Suzuki aveva compreso che proprio "l'imitazione" e' alla base del processo d'apprendimento umano nei primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiamo' "della lingua madre", dimostro' che si poteva insegnare ad un bambino cosi' come gli si insegna a parlare: niente di più' ovvio, eppure niente di più' straordinariamente rivoluzionario per quei tempi in cui il gran maestro giapponese ideava e codificava il metodo. Come, infatti, un bambino impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, cosi' impara a suonare ascoltando e ripetendo continuamente un frammento musicale, un ritmo, una melodia che gli stessi genitori, "addestrati" dall'insegnante, gli proporranno nel corso della giornata affinché gli risultano familiari.

La musica entra a far parte in modo del tutto naturale della vita del bambino e della sua famiglia, diventando un "metodo di vita", attraverso il quale verra' costruito il carattere, il senso del buon gusto, le buone maniere, e le modalità di relazione con gli altri nel rispetto delle regole.

Inoltre, attraverso l'inserimento nei gruppi di ritmica prima e d'orchestra poi, il bambino (con i suoi genitori) si confronta costantemente con i suoi compagni, imparando a capire in modo concreto il proprio ruolo all'interno di un gruppo, il proprio stile particolarissimo, la propria capacita' di stare e di fare con gli altri senza rinunciare ad essere, come direbbe Suzuki, "profondamente se stesso". Elevato obiettivo questo, ma come dicono gli orientali: "Bisogna mirare alla luna per colpire l'aquila". In queste poche e significative parole ritroviamo tutto lo spirito delle scuole Suzuki: massimo impegno di tutti (allievi, genitori, insegnanti) per perseguire i livelli di studio e preparazione e l'ingresso nell'orchestra, che e' la grande ambizione di tutti i bambini.

(riportato dal sito www.istitutosuzukiitalia.org)






metodo gordon   (dal concepimento in poi)

Molto efficace e amato dai bambini è il metodo Gordon. Dal 2001 mi appassionano gli scritti del Professor Gordon e sinceramente li trovo molto utili per impostare il bambino dalla nascita alla fine della scuola dell'infanzia.

il Professor Gordon, in oltre 40 anni di ricerche svolte in varie università americane, ha elaborato la MUSIC LEARNING THEORY: la musica può essere appresa come la lingua madre. L'ambiente musicale circostante incide, nei primi anni di vita, sulle capacità di capire e apprendere la musica. il concetto fondamentale di questa teoria è l'audition, cioè la capacità di comprendere la sintassi e anticipare eventi sonori. Gordon afferma che "l'audition rappresenta in musica ciò che il pensiero rappresenta nel linguaggio parlato e come tale è presupposto imprescindibile per ogni forma consapevole di espressione musicale."

L'ascolto dei brani, magistralmente registrati su CD, associati a movimenti fluidi del corpo, aiutano il bambino a vivere la musica a interpretarla, ad assimilare i suoni e i modi del nostro sistema musicale e infine riescono a cantare in modo espressivo. L'insegnante funge da guida e aiuta i bambini nel loro percorso, canta per lui e ascolta con lui.

Tutti i suoi scritti sono interessantissimi e ricchi di materiale, li consiglio a tutti coloro che vogliono insegnare ai piccoli.





metodo wright   (Adatto per bambini piccolissimi: dai diciotto mesi ai 4 anni)

Destinato ai bambini dai 2 ai 4 anni. Monika Wright accetta nella sua scuola bambini di diciotto mesi, ottenendo dei buoni risultati con bambini così piccoli. "Il solo modo per insegnare ai bambini è giocare con loro", afferma l'insegne Maestra..

Giocando, i bambini di Kim, lavorano sullo sviluppo dell'attività motoria, attraverso il movimento, la danza e il ritmo; sviluppo della fantasia con l'aiuto di favole, filastrocche, motivi popolari ed elementi che evocano il mondo immaginario dell'infanzia.

Il metodo è stutturato su sette aspetti didattici: colore, gioco, movimento, canto, memoria, esecuzione, comunicazione. I materiali e l'allestimento dell'aula per Kim sono importanti e catalogati.






Il metodo Gordon si è fatto strada negli ultimi anni (in Italia). La facilità d'approccio con questo metodo e l'interesse che  suscita nei bambini è incredibile. L'ascolto di pattern ritmici e melodici, aiutano a sviluppare il ritmo, l'orecchio e la capacità di saper ascoltare musica. L'utilizzo di sillabe quali Ma, Pa, Ra....aiuta il bambino a cantare in modo naturale, utilizzando sillabe semplici invece delle parole e aiutandolo a immagazzinare i suoni che ascolta e riproduce con la voce. Il canto come educazione musicale è indiscutibile, così come indiscutibile è la capacità di muoversi seguendo la musica, creando dei movimenti fluidi e a tempo che aiutano il bambino a entrare nella musica e capire il suo messaggio. I gesti, i sorrisi, lo sguardo assente nel vuoto e la voglia di scoprire cosa si cela dietro alla musica è irrefrenabile. Questo metodo è una ventata di aria fresca nella storia della didattica e spero sia l'inizio di una lunga storia.






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