Letteratura pianistica - Il Pianoforte

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Il Pianoforte





"Quando è avvenuto il passaggio dall'arte clavicembalistica a quella pianistica?"


Sicuramente non possiamo fissare una data certa ma possiamo affermare che per tutto il 1700 il passaggio è stato graduale ( se pur sofferto) e che la letteratura pianistica ha seguito la storia dello strumento.

Il Clavicembalo ha dominato incontrastato fino alla fine del 1700 ma le nuove esigenze, legate al bel canto e all'arte violinistica che era indiscussa a quel tempo, lasciano libero sfogo allo strumento emergente. Il passaggio tra i due strumenti vede protagonisti due grandi : Haydn (1732-1809) e Mozart (1756-1791), ancora legati allo stile clavicembalistico.

La vera letteratura pianistica si apre con Muzio Clementi (1752-1832). Mentre lo stile di Mozart per molti tratti clavicembalistico, in Clementi si avvertono caratteristiche pianistiche: un suono più pieno, un frequente uso del legato e staccato, poche ornamentazioni, uso del pedale e tanti coloriti dinamici.
Alla scuola di Clementi succedettero tanti altri pianisti che resero sempre più ricche la tecnica e la letteratura.

Farò riferimento solo alle opere per Pianoforte più importanti e che devono accompagnare gli studi dei pianisti.



Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732- Vienna 1809)
Grande Maestro e compositore, sopratutto di sinfonie. Per pianoforte ci ha lasciato 52 sonate, composte in un quarantennio. Ciò spiega perchè ognuna è differente dall'altra, sopratutto se teniamo conto che il pianoforte era neonato e pertanto la tecnica pianistica e la struttura delle composizioni era ancora legata a quella clavicembalistica.


Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756-Vienna 1791)
Talento indiscusso e grande compositore. Le sue composizioni sono rivolte a quasi tutti gli strumenti esistenti: fiati, archi, ottoni, voce... e addirittura alla glassharmonica. Le sue opere furono memorabili e anche i brani per pianoforte risentirono della cantabilità della sua musica. Su ogni sua melodia si possono inserire delle parole.
Per pianoforte ha scritto: 22 sonate, Fantasia con fuga in do minore K.394, fantasia in do minore K.396, Fantasia in do minore K.445, Fantasia in re minore k.397 e altri brani minori molto utili da proporre a bambini e ragazzi, come ad esempio "i più celebri pezzi scritti all'età di otto anni" editi dalla Peters.
Ha scritto anche concerti per pianoforte e orchestra e per pianoforte a 4 mani.


L. V. Beethoven (Bonn 1770-Vienna 1827)
Genio e grandissimo compositore. Oltre alle sue 9 sinfonie, nella sua creazione per pianoforte spiccano le 32 sonate e tanti brani minori come rondò (celebre il rondò capriccioso), le bagatelle (a cui appartiene "Per Elisa")...
Per pianoforte a quattro mani ha scritto:8 variazioni in Do maggiore su un tema del conte von Waldstein, Sonata in Re maggiore op.6, 6 variazioni su "Ich denke dein", 3 marce, 7 variazioni in Do maggiore su "God Save the King" , 5 variazioni in Re maggiore su "Rule, Britannia" da Alfred di Arne, 32 variazioni in Do minore su un tema originale,6 variazioni in Re maggiore su un tema originale op.76, 33 variazioni in Do maggiore su un valzer di Diabelli.


C. M. Von Weber (Eutin, Oldemburgo, 1786 - Londra 1826)
E' stato un virtuoso del pianoforte ed è ricordato per le sue opere, specilamente per "Oberon".
Per pianoforte non ha scritto pezzi molto interessanti. Ricordiamo "Invito alla danza" e le 4 sonate.


Franz Schubert
Grande pianista e compositor di musiche per pianoforte. La sua breve vita non ha dato il tempo di farsi conoscere ed imporre sia nella sua terra che altrove. L'imponente presenza di Beethoven sulla scena internazionale lo lasciò nell'oblio e fu preso in considerazione dopo la sua morte.
Le sue composizioni sono molto meticolose e a volte si dilungano tanto. Ricordiamo: Improvvisi op.90 e op.142, i momenti musicali, le sonate e pezzi varii per pianoforte a 4 mani.


Felix Mendelssohn-Bartholdy  (Amburgo 1809 - Lipsia 1847) e Fanny
Grande virtuoso del pianoforte che seppe imporre la sua presenza nelle sale da concerto e grazie al quale dobbiamo la rivalutazione della musica di Bach.
Tra le sue composizioni più importanti ricordiamo: Le romanze senza parole, Il rondò capriccioso e le musiche del "sogno di una notte di mezza estate" alle quali appartiene la marcia nuziale che sentiamo ai matrimoni.

Mendelsshon aveva una sorella, Fanny, di 4 anni più grande di lui e che merita di essere ricordata. Anch'ella era una pianista eccezionale e nonstante abbia studiato Pianoforte e composizione a Berlino e a Parigi, il padre non le permise di intraprendere la vita di concertista. A Berlino si esibiva nei salotti e dal 1830 iniziò a comporre e pubblicare le sue opere.
I suoi lavori sono sconosciuti ma interessanti. Sono pezzi varii per pianoforte e musica da camera.


Robert Schumann (Zwickau
(Sassonia), 1810 – Bonn, 1856) e Clara Wieck-Schumann (Lipsia 1819- Francoforte 1896)
Robert, allievo di Wieck (padre di Clara, la futura moglie), è stato uno dei più grandi pianisti e compositori esistiti. Sia Robert che Clara sono stati due virtuosi eccezionali. Robert era un maniaco della perfezione tecnica, tanto da escogitare un marchingegno che gli lesionò il tendine dell'anuale della mano destra. Non suonò più e si dedicò alla didattica e alla composizione, seguendo sua moglie in tournèe.
Ci ha lasciato tanta musica interessante, ricordiamo: Carnival, Papillons, Kreisleriana, L'album per la gioventù, Novellette e Kinderszenen.

Clara è stata una delle pianiste della storia ad affermarsi come concertista e compositrice. Amò intensamente Robert e dopo la sua morte, durante le sue esibizioni suonò tanto i brani composti dal marito, tanto da farlo conoscere in tutto il mondo e farne apprezzare le composizioni, tant'è vero che ancora oggi i suoi brani sono i più eseguiti.
Proprio per quell'amore appassionato, le composizioni di Clara non sono molto conosciute ma sicuramente ha scritto brani interessanti dal punto di vista armonico e della melodia. Ricordiamo le Romanze e le variazioni su tema di R. Schumann.
Diede concerti fino all'età di 72 anni.


Fryderyk Franciszek Chopin  
(Żelazowa Wola (Polonia) 1810 – Parigi 1849)
Quando pronunciamo questo nome è come dire "Pianoforte". E' stato "il" pianista per eccellenza. Ha scritto solo ed esclusivamente per pianoforte (ad eccezione dei concerti per pf e orchestra che comunque vedono protagonista solo il Pf e brani per violoncello e Pf).
Tutta la sua musica risente dell'influenza della sua patria, la Polonia.
La delicatezza del tocco e la grande padronanza tecnica, hanno fatto di Chopin un'icona del pianismo.
Nonostante la morte precoce ci ha lasciato tanta bella musica: Mazurke, Sonate, Valzer,  Improvvisi,  Polacche, Ballate, i fantastici Preludi, gli Studi op.10 e op.25 (di cui amava la splendida interpretazione di Listz) e le bellissime pagine dei Notturni. Ha scritto anche pezzi isolati: Bolero op.19, Tarantella op.43, Berceuse op. 57... e i bellissimi "Pezzi sconosciuti" editi dalla Ricordi.


Fraz, conosciuto come Ferenc, Listz  (Raiding 1811 – Bayreuth luglio 1886)
Il virtuoso per eccellenza che non trova euguali nella storia pianistica. Allievo di Czerny, si distinse da subito per la sua genialità compositiva, interpretativa e tecnica. Tutte prerogative della scuola di C. Czerny; oserei dire che il Maestro ha creato un capolavoro.
Il primo Listz è molto eccentrico e "impegnato" con le donne; l'ultimo Listz lo vede impegnato nella chiesa: prese gli ordini minori, divenendo abate nel 1865.
Fu grande amico ed estimatore di Chopin, del quale eseguiva le composizioni (specialmente gli studi).
A lui dobbiamo l'invenzione dei corsi di perfezionamento.
La sua prodizione è immensa e varia: Rapsodie ungheresi, studi op.1, studi trascendentali, Anni di pellegrinaggio, Rapsodie spagnole, Mephisto Valzer, Mazeppa, Armomie poetiche e religiose, 3 concerti per Pf e orchestra, Notturni (tra i quali spicca "Sogno d'amore"), la celeberrima Sonata in si minore... e varie trascrizioni.


Hans Von Bülow ( Dresda 1830- il Cairo 1894)  
Studiò pianoforte con F. Wiek, lo stesso insegnante di Schumann e di Clara (di quest’ultima anche padre) e nel 1851 di Listz, di cui sposò la figlia Cosima. Si affermò come pianista e direttore d’orchestra , grande interprete delle opere di Wagner, e credette nelle potenzialità di due grandi musicisti:  Brahms ( che presentò a Listz e lo introdusse a casa Schumann) e Caikovskij.
La sua fu una vita tormentata: carattere particolare che rendeva i rapporti di lavoro difficili e il tradimento della moglie: Cosima Listz. Ironia della sorte volle che Cosima lo lasciò per Wagner.
Si risposò con l’attrice Marie Schanze che dopo la sua morte pubblicò le sue opere e divenne la sua biografa.
Ad oggi si ricorda la selezione di 60 studi di Cramer, di cui ne curò la diteggiatura e li sistemò in ordine di difficoltà tecnica e musicale. Il titolo esatto è:  Cramer-Bülow “60 studi scelti” ed. Curci


Johannes Brahms (Amburgo 1833 – Vienna1897)
Grande pianista e compositore che dalla tenera età dimostrò ampie attiduni musicali. La sua fortuna fu quella di incontrare, a vent'anni, il grande violinista Joachim (con il quale collaborò per diversi anni) che lo introdusse nella famiglia Schumann, dei quali fu un'intimo amico di famiglia (fino alla morte di Clara). Proprio questa amicizia lo indusse nel 1857 a trasferirsi ad Amburgo, dove costituì un coro femminile. In questo periodo si interessò alla musica corale ma non scrisse mai un'opera.
Brahms era molto lento a scrivere musica, era un "perfettino" e non pubblicava se prima non era soddisfatto.
Nel 1878 si trasferì a Vienna, conobbe Wagner (grande operista e riformista del teatro musicale) e Hans Von Bülow.
La sua musica si contrappone a quella di Wagner e rispecchia il decadentismo romantico.
Ricordiamo i due concerti per Pf e Orchestra, gli Intermezzi op. 117 e 119, le Rapsodie ungheresi per Pf a 4 mani, la Rapsodia op.119, i Capricci...


Giuseppe Martucci (Capua 1856 - Napoli 1909)
Grande pianista, direttore d'orchestra, insegnante e compositore italiano. Non ebbe larga popolarità a causa della scrittura musicale non molto semplice e che si rifà alle forme germaniche. Sicuramente dev'essere riconosciuta la genialità di scrittura. Ricordiamo:Il concerto per pianoforte e brani varii per pianoforte divisi in 6 volumi.


Camille Saint-Saëns (Parigi 1835 - Algeri 1921)
Grande pianista che affermò l'ideale della musica francese, a discapito dell'estetica wagneriana.
Ricordiamo gli studi op.111, i 5 concerti per pianoforte e orchestra e il carnevale degli animali.


Giovanni Sgambati (Roma 1841 - ivi 1914)
Studio con F. Liszt. A sette anni esordì come pianista e a tredici fu nominato dall'Accademia di S. Cecilia professore onorario. Nel 1866 fu scelto proprio da F. Liszt per dirigere la Dante-Symphonie all'inaugurazione della romana "Sala Dante". Con il violinista E. Pinelli, nel 1868, istituì una scuola gratuita di musica. oggi è il conservatorio di Roma (S. Cecilia). In questa scuola insegnò fino alla morte, propagando a Roma e in tutta Italia l'arte listziana.
Ricordiamo il Conscerto per Pf e orchestra in sol minore e varii pezzi pianistici.




Il gruppo dei 5: la scuola etnica russa.

  • Mili Balakirev (Nižnij-Novgorod 1839 - Pietroburgo 1910)

Studiò con M. Glinka e C. Kjui. Condusse ricerche sul folclore nazionale e nel 1866 pubblicò una raccolta di canti.
Compose soprattutto musica orchestrale. Per Pianoforte ricordiamo la notissima fantasia Islamey (1869).

  • M. Glinka  (Novospasskoe, Smolensk, 1804 - Berlino 1857)

Tra i suoi insegnanti ricordiamo Field. Si dedicò sopratutto all'opera. Ha scritto brani per pianoforte ma non di particolare rilievo.

  • C. Kjui (Vilnius 1835 – San Pietroburgo 1918)

Cui ‹kü̯ì› (russo Kjui) è stato un compositore e critico musicale. Allievo di M. A. Balakirev e seguace del realismo di A. S. Dargomyžskij, affermando la necessità di imprimere alle sue composizioni carattere umano e nazionale. Si espresse soprattutto con opere teatrali ma è più noto per la sua opera di critico (saggi racolti in "La musique en Russie", 1881).

  • M. Musorgskij (Pskov 1839 – San Pietroburgo 1881)

Studiò pianoforte con la madre e successivamente A. A. Gerke.
Tra le sue composizioni ricordiamo: due sonate giovanili e Quadri di un'esposizione composti nel 1874 e ispirati agli acquerelli dell'amico artista Viktor Aleksandrovič Hartmann visti ad una mostra. L'opera fu pubblicata postuma e fu orchestrata nel 1928 da Maurice Ravel.
Quest'opera è caratterizzata da timbri e ritmi nuovi.
Lo stile di M., come egli stesso afferma in una nota autobiografica pubblicata da Rimskij-Korsakov in "Lettere e documenti" del 1932, non è appartenuto ad alcuno dei gruppi musicali a lui contemporanei. Le sue composizioni affondano le radici nella musica popolare russa. La sua musica nasce dalle parole e dai gesti. Musica ricca di timbri, solenne e di carattere. Ignora le forme e lo sviluppo è personale, non negli schemi classici.
Musica altamente espressiva e tecnicamente molto impegnativa.


  • N. Rimskij_Korsakov (Tichvin, Novgorod, 1844 - Ljubensk, Pietroburgo, 1908)

‹r'ìmsk'i kòrsëkëf›- Musicista russo. Praticò ogni genere musicale, ma la sua produzione più significativa riguarda i campi operistico (seppe raccontare fiabe e leggende) e sinfonico. Il suo operato ebbe una grande influenza oltre che sulla produzione russa, anche sulla musica occidentale del primo Novecento: specie sugli impressionisti francesi.




  • A. Borodin (Pietroburgo 1833 - ivi 1887)

‹bërad'ìn› - Anche lui fu allievo di Balakirev. Il suo impiego principale era quello di insegnare chimica e pertanto non si dedicò mai interamente alla musica. tra le sue composizioni di pianoforte ricordiamo: Le parafrasi (variazioni), la Petite suite (8 brani).
Le sue compisizioni (che spaziano dall'opera alla musica da camera per archi sino al sinfonismo), presentano un aspetto lirico e pittoresco.


  • Edvard Grieg (Bergen 1843 - ivi 1907)

‹ġrìigℎ›, - Musicista norvegese . Compì gli studî al conservatorio di Lipsia.
La sua musica è ispirata al canto e alla danza del popolo norvegese. Le sue composizioni sono brevi e molto efficaci: architettura semplice e equilibrata. ricordiamo: il Concerto per pianoforte, i celebri Lyriske stykker ("Pezzi lirici") e varie composizioni per pianoforte raccolte in un volume della Urtex di Budapest intitolata "Sonata e pezzi vari per pianoforte".


  • Isaac Albeniz (Camprodón, Catalogna, 1860 - Cambo-Les-Bains 1909)

‹albℎénitℎ› - Studiò con diversi maestri: A.-F. Marmontel e F. Liszt per il pianoforte, F.A. Gevaert, S. Jadassohn, C. Reinecke e V. d'Indy per la composizione. Si dedicò in seguito principalemnte alla composizione e come artista del suo tempo, seppe trarre dalla tradizione popolare spagnola. Tra le composizioni pianistiche ricordiamo: i semplici Chants d'Espagne (ispirati alla giovinezza) e le più complesse e raffinate, quali Iberia e Navarra (scritte nella maturità).


  • Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye 1862 - Parigi 1918)

‹dëbüsì› - Musicista francese che rivoluzionò l'armonia, sonorità e forme della seconda meta del XIX secolo.
Le sue composizioni furono soprattutto pianistiche e sono uniche e irripetibili. Figlio dell'impressionismo francese, ne incarna tutti i principi che si racchiudono in queste favolose pagine pianistiche: 2 Arabesques, Suite bergamasque, Estampes (3 brani), L'isle joyeuse, Images (6 brani), Children's Corner (6 brani), Préludes (24, in due serie di 12).


  • Maurice Ravel (Ciboure, Pirenei Francesi, 1875 - Parigi 1937)

<ravèl> - Così come C. Debussy,  guidò l'innovazione musicale dei primi anni del Novecento. La sua musica è raffinata ed elegante, alla ricerca stilistica sofisticata raffinata. Usa un  linguaggio musicale eclettico e d'ispirazione consumistica: da qui  si spiegano gli accenti e le movenze spagnoleggianti della Rapsodia orchestrale, della commedia L'heure espagnole e la celeberrimo Bolero. Ricordiamo i Valses nobles et sentimentales per pianoforte. La libertà e il rifacimento al gusto popolare spiegano l'ultilizzo di materiali diversi: l'operetta americana, il primordiale jazz di New Orleans, il ragtime, il blues ...
Ricordiamo i 2 Concerti per pianoforte e orch. ( Il primo del 1931 e il secondo 1932. Quest'ultimo per la sola mano sinistra, composto per P. Wittgenstein, fratello del filosofo, che aveva perso il braccio destro in guerra); Pavane pour une infante défunte (4 mani), Jeux d'eau, Miroirs, Sonatine, Gaspard de la Nuit, Contes de ma Mère l'Oye (4 mani), Valses nobles et sentimentales (1911), Tombeau de Couperin (4 mani).


  • Gabriel Faurè (Pamiers, Ariège, 1845 - Parigi 1924)

‹foré› - Allievo di L. Niedermeyer e C. Saint-Saëns.  Fu uno dei maestri più importanti della Francia dei suoi tempi. Le sue composizioni, che spaziano dal sacro al teatro, alla musica da camera fino a composizioni varie per pianoforte, sono ricche di elementi tipici della cultura francese e libertà di forma. Furono suoi allievi diretti, tra gli altri, L. Aubert, A. Casella, M. Ravel.


  • Arnold Schönberg (Vienna 1874 - Los Angeles 1951)

‹šö′önberk› - Fu insegnante di composizione in vari conservatori tedeschi fino a quando il regime fascista gli negò l'insegnamento e così si trasferì negli Stai Uniti d'America e si dedicò alla composizione.
Dal cromatismo wagneriano dei suoi primi lavori arriverà al completo abbandono delle leggi tonali.
L'esigenza di creare un nuovo ordine tra le dodici note della scala cromatica lo portò ad elaborare il sistema dodecafonico, applicato  per la prima volta nei  5 KLAVIERSTÜCKE OP. 23
Ricordiamo i KLAVIERSTÜCKE OP. 33 e il concerto per pianoforte e orchestra.


  • Alexander Skriabin (Mosca 1872 - ivi 1915)

‹skri̯àb'in- noto concertista di pianoforte in Russia e all'estero, insegnò (1897-1903) al conservatorio di Mosca, dedicandosi poi alla composizione. La sua produzione di carattere post-romantico è molto raffinata. ricordiamo: 10 sonate; 20 poemi per pianoforte (il più celebre è Vers la flamme); concerto op. 20 per pianoforte e orchestra;  terza sinfonia; Il poema dell'estasi;  Prometeo: il poema del fuoco, per orchestra, pianoforte, organo, coro e "tastiera a luci colorate" (strumento inventato dall'inglese Rimington, 1895).


  • Ferruccio Benvenuto Busoni (Empoli 1866 - Berlino 1924)

Figlio di musicisti. Esordì a 9 anni e probavilmente è stato il più grande pianista apparso dopo F. Liszt. colse l'essenza più intima e pura- Quando il mondo musicale era preso dall'arte wagneriana e dall'impressionismo dei francesi, mise all'ttenzione l'arte di Mozart e Bach.
Sono celebri le trascrizioni per pianoforte delle opere clavicembalistiche e organistiche di Bach.


  • Manuel De Falla (Cadice 1876 - Alta Gracia, Argentina, 1946)

Musicista spagnolo. Le sue composizioni sintetizzano lo spirito della tradizione iberica . Ricordiamo: Pièces españoles, Fantasía bética e altri brani minori.



  • Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze 1895 - Beverly Hills, California, 1968)

Le sue composizioni rievocano scene romantiche. Ricordiamo: Alghe, La sirenetta e il pesce turchino, Vitalba e Biancospino, i cipressi op.17, suite inglese, sonatina zoologica ...



  • La generazione di musicisti che si contrapposero al predominio del melodramma, per riportare a galla la musica strumentale italiana


Gian Francesco Malipiero (Venezia 1882 - Treviso 1973)
La sua musica antiromantica si ispirò alla grande libertà formale.
Composizioni pianistiche:

  • 6 morceaux

  • Bizzarrie luminose dell'alba, del meriggio, della notte

  • 3 danze antiche

  • Poemetti lunari

  • Tre improvvisi per Pianola

  • Impressioni

  • Preludi autunnali

  • Poemi asolani

  • Barlumi

  • Maschere che passano

  • Risonanze

  • La siesta

  • A Claude Debussy

  • Omaggi: a un pappagallo, a un elefante, a un idiota

  • Cavalcate

  • Il tarlo

  • Pasqua di resurrezione

  • 3 preludi e una fuga

  • Epitaffio

  • Prélude à une fugue imaginaire

  • I minuetti di Ca'Tiepolo

  • Preludio, ritmi e canti gregoriani

  • Preludio e fuga

  • Hortus conclusus

  • Stradivario für 2 Klaviere

  • Dialogo no.2 für 2 Klaviere

  • 5 studi per domani

  • Variazione sulla pantomima dell'"Amor brujo" di Manuel de Falla

  • Bianchi e neri




  • Ildebrando Pizzetti (Parma 1880 – Roma 1968)

Musicista, musicologo e critico musicale. Composizioni per pianoforte:

  • Sogno

  • Poemetto romantico

  • Da un autunno già lontano

  • I bimbi dormono

  • Sonata 1942

  • Canti di ricordanza, su un tema del "Fra Gherardo"




  • Alfredo Casella  (Torino 1883 – Roma 1947)

Compositore e pianista. Nel 1923 con Gabriele D'Annunzio e Gian Francesco Malipiero, la "Corporazione delle nuove musiche".
Casella ha curato la revisione critica di numerose opere per pianoforte: le 32 sonate di Beethoven, Il Clavicembalo Ben Temperato; le Suites Francesi, le Suites Inglesi e il Concerto Italiano di J.S. Bach; Studi, Preludi, Ballate, Notturni e Valzer di F. Chopin ecc...
Ha scritto "Il pianoforte", un libro che spiega la tecnica, la storia, il repertorio... del pianoforte.
Composizioni per pianoforte:

  • Pavana op.1

  • Variazioni su una ciaccona op.3

  • Toccata op.6

  • Sarabanda op.10

  • Berceuse triste, op.14

  • Barcarola

  • Nove pezzi, op.24

  • Pagine di guerra, 4 film musicali per pianoforte a quattro mani

  • Pupazzetti, 5 pezzi facili per pianoforte a quattro mani

  • Sonatina in tre tempi, op.28

  • A notte alta, op.30

  • Deux contrastes, op.31

  • Cocktail's dance

  • Inezie, op.32

  • 11 Pezzi infantili, op.35

  • Due ricercari sul nome B-A-C-H, op.52

  • Sinfonia, arioso e toccata op.59

  • 6 studi op.70

  • Trois Pieces pour Pianola

  • Fox-trot, per pianoforte a 4 mani







  • Luigi Dallapiccola (Pisino, Istria, 1904 - Firenze 1975)

Concertista di pianoforte, scrittore e didatta. La sua fama è legata all'attività di compositore, nella quale subì da principio gli influssi delle forme preclassiche  per approdare alla dodecafonia. Ricordiamo:
Piccolo concerto per Muriel Couvreux per pianoforte e orchestra da camera.



  • Riccardo Nielsen (Bologna, 1908 – Ferrara, 1982)

Musicologo e compositore italiano.
Le prime opere sono ispirate al neoclassicismo di Igor Stravinskij, successivamente fu contagiato dalla musica seriale di Arnold Schönberg.
Ricordiamo:

  • Sinfonia concertante per pianoforte e orchestra

  • 99º Salmo per coro e quattro pianoforti



  • Goffredo Petrassi (Zagarolo 1904 – Roma 2003)

Musicista e didatta italiano. Fu membro onorario delle maggiori istituzioni musicali del mondo e nel 1978 gli fu assegnato il premio internazionale Feltrinelli dall'Accademia nazionale dei Lincei. Le sue composizioni sono originali e ricchi di espressività. Ricordiamo le composizioni per Pianoforte:

  • Partita

  • Ecloga

  • Toccata

  • Piccola invenzione

  • Divertimento scarlattiano

  • Invenzioni

  • Petite pièce




  • Ligeti ⟨lì-⟩, Giörgy. Compositore ungherese (Dicsöszentmárton, Transilvania, od. Târnaveni in Romania,1923 – Vienna 2006)

Considerato fra le personalità più originali della Nuova Musica, L. è tuttavia estraneo al razionalismo e al serialismo di gran parte dei suoi coetanei. La sua poetica è caratterizzata da un linguaggio che, partendo da ricerche sul timbro e con la tendenza a impressionistiche ipnosi, si muove per fasce sonore, rielaborando, nei suoi studi sulle densità sonore degli strumenti tradizionali, le esperienze della musica elettronica, ma con finalità espressive che puntano all'emozione di una materia musicale reinventata e carica di misteri (Apparitions, 1958-59; Atmospheres, 1961)   

estratto da: eciclopedia on-line Treccani

Ricordiamo le composizioni per pianoforte:

  • Musica ricercata (tra le prime composizioni, anii cinquanta)

  • Tre pezzi per due pianoforti (1970)

  • Studi per pianoforte in 3 volumi (1985- 2001)

  • Concerto per pianoforte (1985-1988)




  • Kurtag ‹kù-›, György Compositore ungherese di origine romena (Lugoj 1926)

Allievo a Budapest di S. Veress, F. Farkas e P. Kadosa e a Parigi di D. Milhaud e O. Messiaen. Le sue prime composizioni sono state influenzate dallo stile bartokiano per poi approdare ad un suo "ego" musicale. Nel 1993 ha ricevuto il premio internazionale Feltrinelli per la musica.
Ha ideato un vero e proprio metodo di pianoforte innovativo: "Giochi" in 7 volumi.


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Con Beethoven l'arte orchestrale si riporta sul pianoforte e si risente anche in Weber. Con Schumann e Chopin, il pianoforte assume una sua personalità e si impone sull'orchestra con il sinfonismo pianistico di Listz e successivamente con Wagner, Debussy, Ravel e Stravinsky.
Nel corso del 1900 si delinea un antiimpresssionismo che tenta di ridare al pianoforte le qualità di potenza e briosità, espressività polifonica  e ritmica.

Nelle Americhe, la tecnica jazzistica ha avuto un'enorme influenza sul pianismo e in tal occasione ricordiamo: George Gershwin (1898-1937), Aaron Copland, Roy Harris e Roger Session.

Il pianoforte da Listz in poi è stato lo strumento che somma risorse e possibilità fonico-espressive che nessun altro strumento può dare. Se confrontiamo la letteratura pianistica con quella degli altri strumenti ci accorgiamo che è molto ampia. Ricordiamoci che il Pianoforte è uno strumento ancora in evoluzione e l'unico che da quando è nato è sempre perfezionato dai costruttori, dandogli quella voce unica e irripetibile.




 
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