scale e arpeggi - Il Pianoforte e la Didattica

ANTONIETTA CAPPELLI
DIDATTICA PIANISTICA E MUSICALE
Il Pianoforte e la Didattica
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La tecnica delle scale e degli arpeggi è la base della tecnica pianistica. Se si pensa che la musica di Mozart, Beethoven, Clementi...Chopin e fino i nostri giorni è costruita principalmente sulle scale e sugli arpeggi,  si capisce quanto sia importante, per un buon esecutore, imparare le tecniche corrette.
Per arrivare allo studio della tecnica trascendentale di Chopin e Listz, scale e arpeggi sono indispensabili. Gli studi trascendentali di Listz sono pieni di scale e arpeggi come anche quelli di Chopin, per non pensare a tutta la musica barocca, classica, moderna e contemporanea.

Le scale sono successioni ordinate di gradi congiunti in senso ascendente e discendente che sfruttando le diverse posizioni sulla tastiera, allenano le mani a muoversi con disinvoltura e le adattano alle posizioni più disparate.
Solitamente si inizia lo studio da quella di DO maggiore e invece consiglio di iniziare da quella di SI maggiore per la mano destra e MI maggiore per la mano sinistra.
L'esercizio primario è da farsi a mani separate. Il passaggio del pollice va curato da subito: non si usa tutta la falange ma solo l'estremità esterna (io dico sempre "usare una punta del dito"). Non trovo utili gli esercizi, proposti da alcuni libri rinomati, preliminari al passaggio del pollice; si deve spiegare e correggere il movimento durante lo studio di scale e arpeggi.
Si ricerchino movimenti naturali, che rispecchino l'anatomia. Per eseguire un passaggio correttamente bisogna che si ricerchi la comodità e si capiscano i movimenti da mettere in atto. Uno studio ragionato è più lungo e faticoso ma porta alla consapevolezza di suonare sapendo cosa si deve fare.
Come ho già detto, è indispensabile suonare a mani separate. Impariamo a suonare la scala di MI maggiore (un'ottava) in senso ascendente e in senso discendente e mettiamo a mani unite per moto contrario.  Imparata la corretta esecuzione a mani unite, si passa al moto retto. A questo punto possimo iniziare il ciclo partendo dal DO maggiore.
Solitamente io seguo questo schema:
Mani separate, moto contrario e moto retto
1. solo maggiori (MI. DO, RE, SOL, LA).
2. scale minori naturali di DO, RE, MI, SOL e LA
3. Scale minori melodiche di DO, RE, MI, SOL e LA
4. scale minori armoniche di DO, RE, MI, SOL e LA

Imparate le scale elencate, passo all'accordo perfetto nelle sue tre posizioni e successivamente agli arpeggi. Inserisco le scale di Fa e Si (maggiori e minori) con relativi accordi/arpeggi ed infine tutte quelle con bemolli e diesis.


Gli arpeggi sono "accordi aperti". Quando eseguiamo un accordo, suoniamo le note contemporaneamente mentre quando eseguiamo un arpeggio, suoniamo le note consecutivamente (una dopo l'altra).


COME AFFRONTARE LO STUDIO DEGLI ARPEGGI

Il primo passo tecnico, da fare contemporaneamente allo studio delle scale, è quello di imparare ad eseguire gli accordi perfetti (a tre note) nelle tre posizioni. Curate le entrate e le uscite (movimento del polso), è necessario che la punta delle dita sia "attiva" e che ci si un'equ distribuzione del peso sulle dita. Ascoltate il suono che producete: dev'essere 'armonico', pieno e rotondo.
Imparato ad eseguire correttamente gli accordi, il secondo passo è quello di aprire gli accordi, ottenendo la prima sequenza di arpeggi.
La diteggiatura dev'essere la stessa degli accordi.

Si deve continure a studiare accordi e arpeggi fino ad ottenere movimenti fluidi e naturali. Assimilati accordi e arpeggi a tre note, si passa allo studio di quelli a 4 note: raddoppiando la nota bassa all'ottava superiore e poi suonando gli accordi di settima.

Ultimo passo è quello di aggiungere il passaggio del pollice (il pollice suona con la punta non con tutta la falange) per poter eseguire gli arpeggi a più ottave.

Anche lo studio degli accordi dev'essere fatto accuratamente a mani separate e solo quando si assimilano i movimenti e la diteggiatura, si suonino a mani unite per moto retto e contrario.

Oltre alle scale per moto retto e contrario, esistono anche quelle per terze, seste, doppie terze, doppie seste, ottave e cromatiche così pure di arpeggi se ne possono costruire di diversi tipi: per terza, sesta, spezzati... Si lavorano per tutta la vita e si scopriranno sempre nuove sorprese. Importante è sempre: curare i movimenti e la forma delle mani.


"I suoni ci circondano e noi siamo essenza sonora"
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