Il Solfeggio - Il Pianoforte

La musica può cambiare il mondo (L. V. Beethoven)
Vai ai contenuti

Menu principale:

Il Solfeggio

Teoria


IL SOLFEGGIO

Il solfeggio è un esercizio orale, che abitua alla lettura della musica.
Può essere di due tipi:
PARLATO: si limita alla semplice scansione ritmica delle note e delle pause.
CANTATO: le note sono anche intonate. 

Quindi:
Il solfeggio è la scansione ritmica di note e pause.
Per capire bene cosa intendiamo per solfeggio, dobbiamo capire la differenza tra il ritmo e il tempo.


DEFINIZIONE 1:
Il ritmo è la successione dei movimenti che si ripetono sempre uguali per velocità  e per tempo.
Il ritmo altro non è che la successione di accenti forti e deboli. Gli accenti forti vanno sempre in battere, quelli deboli in levare. La giusta successione degli accenti determinano l'andamento ritmico di un brano.


DEFINIZIONE 2:
Il tempo è una frazione, posta subito dopo la chiave musicale e ci dice quale deve essere la suddivisione della battuta, vale a dire che ci da  informazioni sul numero dei movimenti da fare con la mano destra e la durata di ogni movimento.

Per esempio: se la frazione è ¾, il numero sopra ci dice che dobbiamo riprodurre 3 movimenti con la mano destra (uno in battere e due il levare) e il numero sotto ci dice che la durata di ogni movimento è di ¼.

I movimenti della mano destra associati alla scanzione precisa della voce, sono in battere e in levare. Sulla disposizione di questi movimenti ci sono tante discordanze, certo è che il primo movimento è sempre in battere in quanto definisce l'ictus di ogni brano.

I metri sono: binari, ternari e irregolari.; i metri binari sono tutti quelli i cui movimenti si dividono in due, quelli ternari sono quelli i cui movimenti si dividono in tre, quelli irregolari sono costruiti sul movimento del metro semplice (binario) da cui derivano.

Il 5/8 è un movimento a suddivisione mista che "deriva" dal 2/4. Nel 5/8 uno dei due movimenti viene "allungato", diventando un movimento di 3/8. Pertanto il 5/8 non si deve battere con un solo movimento in battere e quattro in levare, perchè si eliminerebbe il secondo accento, che, pur se "debole", c'è.
Può essere considerato come 2+3 oppure come 3+2, basta guardare la scrittura.

I movimenti irregolari sono tutti definiti come "movimento ternario/binario a suddivisione mista" e questa suddivisione è quella che serve per disrtibuire l'accentuazione interna e fare di quel movimento effettivamente un movimento binario o ternario a seconda dei casi.

Per lo stesso motivo il 7/8 (tempo composto), che deriva dal 3/4, movimento ternario a sudd. binaria.
Nel 7/8 uno dei tre movimenti viene allungato, diventando un mov. di 3/8. E' considerato come 2+2+3 0ppure come 3+2+2, guardando la scrittura.

Ricordiamo che l'8/8 è un tempo TERNARIO e i movimenti si costruiscono sul movimento del 3/4: sono due i movimeni che
vengono allungati (il primo e il secondo) che danno l'accentuazione caratteristica e unica di questo tempo (molto usato da Bartòk): Ta' - ta - ta / Ta' - ta - ta / Ta' - ta.



Attenzione a non considerare l'8/8 come un 4/4 con suddivisione, sarebbe un grande sbaglio!



Per familiarizzare con questi ritmi è utile suonare il Microkosmos di Bartok.

A volte si può trovare anche il tempo 10/8. Esso è costruito sul tempo 4/4: il primo movimento è di 3/8, il secondo di 2/8, il terzo di 2/8 e il quarto di 3/8.


Quando troviamo i tempi irregolari dobbiamo fare molta attenzione alla scrittura perchè in base a come sono scritti si solfeggiano.



Per far capire l'importanza del solfeggio, riporto un esempio pratico:

- Un brano che amo e ho amato tantissimo e che ho studiato per l'esame di diploma: la Rapsodia di Brahms op.119.
La rapsodia, finale dell'op. 119 (preceduta da tre intermezzi), E' stata composta dall'autore in 2/4 ma egli stesso segna gli accenti che riportano al 7/4, tempo tipico di una danza ungherese. Brahms, figlio del Romanticismo, non poteva scrivere la danza con un tempo moderno, Bartok invece ne fa largo uso, come altri autori moderni.

 




 

MOVIMENTI DELLA MANO DESTRA NEL SOLFEGGIO

La scansione ritmica di note e pause fa riferimento alla DURATA DEI SUONI e dei silenzi.

Affinchè l'esecuzione di un brano musicale sia "pulito e chiaro", essenziale è il rispetto della notazione. Fissata l'altezza delle note rimane capire come si mescolano. Stabilito il tempo, ogni misura (o battuta) avrà sempre la stessa durata.

              



Cliccate qui, vi sarà utile.

Torna ai contenuti | Torna al menu