Il Canto Gregoriano - Il Pianoforte

La musica può cambiare il mondo (L. V. Beethoven)
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Il Canto Gregoriano

Storia della Musica



CANTO GREGORIANO

Indica il canto cristiano in latino adottato dalla chiesa d'occidente e si contrappone a quello bizantino in lingua greca adottato dalla chiesa d'oriente.

Durante l'impero romano, all'epoca di Erode, nacque Gesù e con lui il cristianesimo e il canto cristiano o canto gregoriano.
Il canto gregoriano prende il nome da Papa Gregorio Magno (590-604) il quale decise di raccogliere i canti nell'Antiphonarium. Il canto gregoriano delle origini è ignoto per mancanza di documenti scritti e deriva da supposizioni. Si pensa che derivi dal rito ebraico e l'intonazione si basava su forme melodiche tradizionali il cui ritmo era quello della parola, detto cantillazione. La clandestinità  dei religiosi faceva nascere molti varianti del rito.
L'editto di Tessalonica che impose la religione cristiana come la religione dell'Ipero cambiò la situazione. La trasmissione dei canti avveniva oralmente per mezzo delle schole cantorum. Alla fine del VI sec. Papa Gregorio Magno (590-604) raccolse i canti cristiani nell'Antiphonarium.

Nell'alto medioevo (dall'anno 476 all'anno 1000 circa) si sentì la necessità  di mettere a punto una forma di scrittura musicale che ricordasse agli esecutori come andava eseguito il canto.

Prima forma di scrittura:


                   
I puntini e i segni sulle parole che ci sono sul testo sopra, sono i neumi, cioè le prime note. Indicavano il rapporto ascendente o discendente fra gruppi di due o tre note.

Successivamente sorse la scrittura quadrata il primo esempio di scrittura musicale compiuta.





Guido d'Arezzo ideò il tetragramma che serviva per fissare la posizione delle note e quindi l'altezza. Per il nome prese la prima sillaba di ogni versetto dell'Inno  a San Giovanni e dopo le sistemò sul rigo musicale.  

Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
 Sancte Johannes                                              



Traduzione: Affinchè i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato, o Santo Giovanni, dalle loro labbra indegne.

Spartito in formato PDF


La vera innovazione di Guido fu che le prime sillabe dell'Inno non servirono solo per dare un nome alle note, ma anche a darne l'intonazione relativa, vale a dire il suono delle stesse.


Pensare che l'unica forma musicale fosse solo rappresentata dal canto gregoriano è sbagliato. Esisteva una musica popolare strumentale e vocale ma considerata priva di importanza e indegna di essere tramandata. Intorno all'anno mille nasce il
dramma liturgico. Il suo intento principale era di far rivivere i momenti più significativi della storia cristiana narrandoli, e successivamente rappresentandoli, in una forma facilmente comprensibile dal popolo. In questo stesso periodo, incominciò a prendere importanza il canto profano, vale a dire quello non cristiano.


CARMINA BURANA

E' una raccolta di composizioni goliardiche del XIII secolo, tramandata da un codice conservato a Monaco nell'Abbazia di Benediktbeuren, in latino Bura Santi Benedicti, ed edita per la prima volta nel 1847 da J. A. Schmeller. Sono 300 componimenti di cui 250 in latino e i rimanenti in tedesco e lingua romanza. I temi più frequenti sono: i piaceri della vita e satira sociale che colpisce la Chiesa, i nobili, le gerarchie militari anche aspetti del mondo contadino. La maggior parte dei componimenti è anonima, gli autori erano probabilmente studenti poveri legati agli ambienti delle Università .
A questi componimenti nel Novecento si è ispirato Carl Orff (compositore tedesco. Monaco 1895-1982), allestendo un'opera-balletto, eseguita per la prima volta a Francoforte nel 1937.


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