L'insegnante giusto - Il Pianoforte

La musica può cambiare il mondo (L. V. Beethoven)
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L'insegnante giusto

Il Pianoforte




La scelta dell'insegnante è fondamentale.
Quando un bambino si appresta a studiare uno strumento, se impostato male, farà più fatica a studiare brani di livello. Durante i primi due anni, l'impostazione base deve essere meticolosa e allo stesso tempo piacevole. La tecnica, se insegnata bene, non si riduce ai noiosi esercizi sulle cinque dita e quant'altro ma diventa "viva" (non arida), se applicata ai pezzi da studiare.

Genitori, fate attenzione:

  • Non affidate il vostro bambino a persone che non hanno un titolo di studio;


  • Cercate una persona seria che è conosciuta sul territorio per la sua professionalità; Non fidatevi dei consigli del "vicino di casa". Recatevi nel Conservatorio più vicino, nei negozi di musica, associazioni (serie)... troverete sicuramente qualche consiglio.


  • E' importante che gli allievi durante l'anno si esibiscano e pertanto un bravo insegnante cerca di invogliare i bambini a suonare in pubblico: saggi, rassegne, concorsi...esami di fine anno. La lezione non deve essere fine a se stessa, il bambino deve capire che lo studio dà dei risultati;


  • Scegliete almeno tre nominativi; fissate un appuntamento, fate domande sulle esperienze professionali,e perchè no?... chiedete di suonare.

     Un bravo insegnante:
   - deve studiare, non si può accontentare di quello che ha imparato anni fa;
   - si deve aggiornare continuamente;

  - si dedica all'insegnamento per professione, non fa altri lavori.


  • Ricordate che non sempre un concertista è un bravo insegnante e viceversa.

     Il didatta insegna e deve essere bravo a farlo, deve riuscire ad entrare nella testa degli alunni e far capire
     i suoi insegnamenti. Il linguaggio poco chiaro e forbito non è da bravi insegnanti.

  • L'insegnante deve seguire l'allievo con regolarità, non può mancare per lunghi periodi. Allo stesso tempo, l'allievo deve sempre essere presente a lezione, anche quando non ha voglia. Un impegno si porta avanti con regolarità e impegno.



IMPORTANTE: Ricordate che affinchè l'alunno assimili gli insegnamenti, a casa deve studiare (quanto basta): non si può pretendere di studiare solo a lezione con l'insegnante. La lezione serve a sistemare quello che da soli non si riesce a fare ma di base c'è sempre l'esercizio giornaliero e costante.






UNA NOTA SUI CONCORSI DEDICATI AI GIOVANI PIANISTI


Ci sono alcuni insegnanti che iscrivono i propri alunni (quelli che ritengono più bravi, creando un senso di disagio negli altri) a più concorsi musicali, costringendo i giovani a suonare ripetutamente gli stessi brani... Non nego il beneficio che portano queste competizioni che però non devono abbondare durante l'anno (massimo due e con programmi diversi) altrimenti si perde il filo didattico. Non si può studiare un intero anno solo per preparare brani da suonare ai concorsi. Nei primi anni di studio è importante che i dilettanti leggano tanta musica di periodi storici differenti e con tipologie di tecniche diverse.

A mio avviso sono più importanti le esecuzioni pubbliche, anche in un salotto di un amico oppure incontri programmati durante l'anno dall'insegnante o dai genitori.




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