Discorso Musicale - Il Pianoforte

Vai ai contenuti

Menu principale:

Teoria


Il Discorso Musicale


Anche la musica "parla", vale a dire che si esprime mediante i suoni (note) e i silenzi (pause) organizzate in modo preciso.
Le note, a seconda della loro durata, rappresentano le silabe e le parole. Le pause i segni di punteggiatura (punti, virgole...).
Presentiamo gli elementi:

1)   
Il piede
Il ritmo è una successione ordinata di movimenti. Questi movimenti si basano sull'unità più piccola, indivisibile: la sillaba, nel nostro caso la nota. Così come le sillabe unendosi formano le parole, allo stesso modo le note unendosi generano il piede musicale.

Il più piccolo piede possibile è quello composto di due tempi primi, perfettamente identici ma con funzioni diverse: di Arsi l'uno (senso di elevazione, di slancio, di levare) di Tesi l'altro (senso di riposo, di deposizione, di battere).

          A= arsi   ;   T= tesi



Si possono ottenere piedi di maggior ampiezza, dati da aggregazioni di due o tre tempi primi all'Arsi e alla Tesi:

(figure tratte da Dionisi "Cultura generale musicale")


L'Arsi e la Tesi si possono sviluppare variamente ottenendo piedi di varia ampiezza e natura.

Si pensi alla libertà del canto gregoriano, la cui struttura è basata sulla successione di piedi di varia struttura, che rendono il discorso musicale libero, armonico e altamente espressivo.
Con la musica mensurata (polifonia vocale) e successivamente con l'uso delle forme di danza (musica strumentale), il ritmo libero diviene quadrato, e pertanto il piede ritmico è costante e corrisponde alla battuta. Si ottengono ritmi ascendenti ( in levare) e ritmi discendenti (in battere).

Se il ritmo è regolare, il piede ritmico si chiama inciso e corrisponde alla battuta.
L'inciso può essere a cavallo delle stanghette oppure entro le stesse.

Esempi:
1) Incisi entro le stanghette.


Preludio da "8 valzer poetici" di Granados




Invenzione a tre voci n.13 di J. S. Bach         
 


2) Incisi a cavallo delle stanghette.



Arabeque op. 18 di Schumann



Controdance di Chopin



2) La semifrase  è data dalla somma di due incisi.

Gli incisi che la costituiscono assumono aspetti e funzioni differenziati: il primo si presenta come una proposta (A)  e il seguente  come risposta (B). Tale riposta potrà essere affermativa se ritmicamente simile alla proposta e negativa se differente o contrastante.  

Esempio di proposta-risposta affermative:

                                                                                            Gymnopedie n.1 di E. Satie


Esempio di proposta- risposta negativi:


                                                                                         Preludio op.28 n.7 di Chopin





3)
La frase è data dalla somma di due semifrasi.

Polacca op.26 n.2 di F. Chopin


4)
Il periodo è dato dall'unione di due frasi.
Il periodo è l'espressione di un pensiero musicale completo.

Ogni periodo ha un proprio ambito tonale. Non è escluso che più periodi, soprattutto se appartenenti ad uno stesso "tema", possano rimanere nello stesso tono, ma più spesso sono impostati in toni diversi.


Le frasi sono facilmente riconoscibili in quanto delimitate dalle legature "di frase". Se non ci sono tali legature, un buon orecchio e la conoscenza dell'argomento rende facilmente riconoscibili tutti i vari elementi.
Per far capire, sommariamente, come si articola il discorso musicale, riporto una composizione organizzata in due periodi. E' un brano scolastico e didattico, tratto dal libro di Anna Magdalena di J.S. Bach. Il primo periodo è il primo pentagramma e il secondo, il secondo pentagramma.



Osserviamo il Valzer poetico n.1 di Granados. Ad occhio si distinguono le frasi musicali, tutte regolari. Ci sono le legature di frase che aiutano a capire l'articolazione del discorso.


Il brano si divide in due parti (è visibile e chiaro); le frasi che lo compongono sono 12. Durante l'esecuzione tra una frase e l'altra ci sarà un piccolo respiro che servirà a rendere chiaro il discorso. Attenzione a non confondere il respiro con una fermata. Quando noi parliamo respiriamo e non ce ne accorgiamo perchè il respiro è involontario. Bene, dev'essere così anche quando suoniamo.


Irregolarità ritmiche

Gli elementi costitutivi del periodo non sono sempre "quadrati", anzi. L'asimmetria ritmica non costituisce un errore ma crea un discorso più vario ed espressivo.

Esempio:


( Fantasia K.397 di Mozart)


Il primo periodo è regolare (battute1-8) e le semifrasi si sviluppano per ripetizione. La terza frase (coda), evidente perchè è l'unica legatura, è di 3 battute anzicchè quattro.
Se analizziamo il resto del brano, troviamo molte irregolarità, non a caso è un "fantasia".


 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu